Corea del Nord: l'ultimo missile di Kim può arrivare alla base Usa di Guam

15 settembre 2017 ore 17:42, Luca Lippi
Kim Jong-Un non si ferma davanti alle ‘minacce’ e prosegue a provocare. Stavolta l’ennesimo missile lanciato dal dittatore nord coreano ha sorvolato il Giappone e si è poi inabissato non lontano dalla costa. Un volo di 3700 Km  per sfidare nuovamente il mondo, dopo che lunedì scorso il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha approvato un ennesimo pacchetto di sanzioni. Kim non si ferma, prima ha minacciato il Giappone di incenerirlo, poi se l’è presa con la Corea del Sud additando il Paese confinante come un ''cane al servizio degli Stati Uniti''.  Il lancio del missile che ha sorvolato il Giappone, ha dimostrato che la Corea del Nord è in grado di raggiungere il territorio americano (l'isola-base navale di Guam, avamposto Usa nel Pacifico). Stavolta l’imbarazzo di chi cerca di smorzare i toni dev’essere inevitabile, cosa diranno ora Russia e Cina sulle reali intenzioni del dittatore?
Corea del Nord: l'ultimo missile di Kim può arrivare alla base Usa di Guam
 
LE SANZIONI
L’Onu non si è tirata indietro circa il suo ruolo nella gestione della criticità, tuttavia, le sanzioni imposte a Pyongyang non sembrano sufficienti per far breccia nella coscienza di Kim. Per gli Stati Uniti le sanzioni sono peraltro piuttosto annacquate, la loro richiesta è sin dal principio quella di bloccare le importazioni di petrolio con lo scopo di affamare il regime.  Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è stato convocato con procedura d'urgenza, per valutare l'accaduto. “Non tollereremo più”,  è il mantra del momento del primo ministro giapponese Shinzo Abe, dopo le minacce di questi giorni di vedere il Giappone ''circondato da un cerchio di fuoco''. E a lui fa eco anche il primo ministro sud coreano Moon Jae-in.  L’ultima parola, comunque, spetta agli Usa che, nonostante tutto, stanno dando prova di sangue freddo.

L’ULTIMO MISSILE
Stavolta il tenore della provocazione è stato assai più grave dei precedenti. Il missile ha fatto scattare l'allarme in 14 prefetture del Giappone, portando ormai la tensione a un passo dall'essere incontrollabile. Alzando il livello tecnologico dei suoi lanci, la Corea del Nord sembra avviarsi verso un punto di non ritorno perché, aumentando la gittata dei suoi vettori che potrebbero anche portare una testata nucleare, mette gli Stati Uniti ed i loro alleati in una condizione che non può essere più di difesa passiva.

UNA GUERRA DA CONSUMARSI A COLPI DI BUONSENSO
Mettendo da parte le fanfaronate di Kim, in buona parte amplificate dalla stampa di regime, non è logico ipotizzare che il dittatore ignori di non potere ‘reggere’ un confronto militare senza soccombere alla risposta americana. Il pericolo più grande al momento è il Consiglio di sicurezza nazionale convocato con urgenza a Seul. Intanto anche a Tokyo le provocazioni sono prese terribilmente sul serio, ma se conta (e conta) il parere della gente comune, non si può fare a meno di far prevalere il buonsenso, anche se il buonsenso a Pyongyang sembra essere finito.

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autore / Luca Lippi
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