Bitcoin al traguardo: dalla Cina il crollo 'vero' della moneta 'virtuale'

15 settembre 2017 ore 18:10, Luca Lippi
La Cina da uno schiaffo al Bitcoin. Secondo quanto diffuso da media autorevoli come “China Business News”, sarebbe arrivata una nuova stretta sul Bitcoin: le autorità di Pechino, dopo aver messo un freno alla quotazione sul mercato di nuove monete elettroniche, avrebbero ora imposto anche il blocco degli scambi sulle borse dedicate a questo nuovo fenomeno. Lo stop ha colpito BTC China che ha deciso di chiudere le sue attività sulla criptovaluta. Si tratta di una delle maggiori piazze in Cina per questo tipo di scambi. Qualche giorno fa un altro colpo sul Bitcoin l’aveva sferrato il numero uno di JP Morgan, Jamie Dimon, che aveva definito una truffa la criptovaluta. “Farà una brutta fine” era stata la sua profezia. 
Bitcoin al traguardo: dalla Cina il crollo 'vero' della moneta 'virtuale'
LA BOLLA SI SGONFIA
Gli analisti avevano tracciato un quadro chiarissimo della situazione, oltre rintracciare l’aumento vertiginoso di domanda di bitcoin per aggirare il blocco all'esportazione dei capitali all'estero (il blocco di cui si parla è il medesimo che aveva ostacolato l'acquisizione del Milan da parte di Sino Europe Sports) ci sarebbe da considerare anche l’acquisto di valuta da parte delle migliaia di vittime dei computer "sequestrati" da WannaCry. Gli attacchi hacker come Wannacry costano alle imprese italiane circa 9 miliardi di euro all'anno, secondo l'Eurispes, figurarsi estendere il fenomeno in tutto il mondo che giro di criptovalute comporta. Molto attivi sul mercato oltre la Cina risultano il Giappone (40% degli scambi) e gli altri Paesi del Sud Est Asiatico. In ogni caso, in realtà il Bitcoin è un fenomeno piuttosto debole rispetto a quello che sta riguardando altre criptomonete.

PERCHE’ SI E’ FORMATA LA BOLLA
Le criptovalute hanno preso piede negli ultimi anni soprattutto in Cina. Ad attirare è sicuramente l’anonimità che garantiscono le criptovalute. Le transazioni non avvengono in chiaro e il possesso non è tracciato. I punti di domanda però sono molti. Le voci critiche hanno sempre parlato di una  bolla speculativa, sulla linea di quella delle dotcom di inizio anni 2000. La febbre continua a salire. L’attenzione è così alta che nel settore continuano ad affluire miliardi di dollari. Tuttavia, ci sono motivazioni tecniche spesso poco divulgate.

ECCO L’HALVING
Tutto, sostanzialmente, è causato dall’halving, inutile andare a cercare motivazioni di alta finanza che è una cosa seria.
Cos’è l’halving? Partiamo dal fatto che il bitcoin è stato progettato per essere eseguito da una rete di computer che confermano in modo indipendente le transazioni. Per assicurarsi che i soggetti siano disposti a contribuire con la propria potenza di calcolo, è stato pensato un premio per ogni blocco di transazioni confermato: un lotto di bitcoin neocostituiti. Poiché questo processo assomiglia in qualche modo a una miniera fisica, i partecipanti sono soprannominati minatori. Per garantire che i bitcoin fossero estratti nel corso di un lungo periodo di tempo (per gran parte del prossimo secolo) sono stati programmati degli speed bump. Uno è costituito da un gap di circa 10 minuti tra i blocchi confermati. L'altro è un reset quadriennale del premio di estrazione, un evento chiamato halving. Quindi il premio è dimezzato ogni quattro anni. Quando i bitcoin sono nati il premio era di 50 bitcoin. Nel 2012 è stato tagliato poi a 12,5 e così via. In sostanza con il taglio dell’offerta, la domanda fa salire i prezzi. 

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autore / Luca Lippi
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