Il Pib vale la nascita della ’dichiarazione dei diritti del ciclista urbano’

15 settembre 2017 ore 19:21, Luca Lippi
Tra Pib e Pil che differenza c’è? Nella sostanza molta, ma è divertente l’acronimo cercato da Legambiente. Il Pil (Prodotto interno lordo) misura il valore di mercato di tutte le merci finite e di tutti i servizi prodotti nei confini di una nazione, il Pib (prodotto interno bici) misura il valore economico della bicicletta, misurato per la prima volta in Italia e diviso per regioni. 
Il Pib vale la nascita della  ’dichiarazione dei diritti del ciclista urbano’
A QUANTO AMMONTA IL PIB
Prendendo in considerazione dieci parametri, Legambiente è riuscita a calcolare il valore che c’è dietro l’uso della bicicletta. Si è stimato un valore complessivo superiore ai 4 miliardi di euro all’anno (4.156 miliardi). I dieci parametri presi a misura e rapportati alla obilità urbana nelle diverse zone del Paese sono: il mercato bici primo fra tutti, componentistica, accessori e riparazioni. Solo questi valgono 1.161 miliardi. Gli altri parametri: , i benefici sanitari legati ad attività fisica e conseguente riduzione della sedentarietà, vale 1.054 miliardi. Seguono poi i benefici sociali e sanitari per i bambini e fanno 960 milioni. Non ultimi: i benefici derivanti dalla riduzione dell’assenteismo sui luoghi di lavoro fanno 193,180 milioni, la riduzione dei costi ambientali del gas serra sono stati stimati in 94,390 milioni, la riduzione dei costi sociali dei gas serra fanno 428 milioni, il miglioramento delle qualità dell’aria stimato in  18,266 milioni, il contenimento dei danni sanitari causati dal rumore vale 12,8740 milioni, il risparmio di carburante, il più importante di tutti, vale la stratosferica somma di 127,309 milioni.

DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DEL CICLISTA URBANO
Legambiente si è lanciata nella misurazione di questo nuovo parametro per documentare con un rapporto preciso il beneficio complessivo dell’uso della bici. Il rapporto è stato presentato a Pesaro alla presenza di molti sindaci cui è stato chiesto di sottoscrivere la ‘Dichiarazione dei diritti del ciclista urbano’. Nel rapporto non è compreso il cicloturismo che, in Italia, movimenta altri 2 miliardi di euro all’anno.

CHI USA LA BICI
In Italia, a usare la bicicletta per studio o lavoro sono 1.012.000 persone, che salgono a 1.729.696 considerando la totalità dei residenti che sceglie le due ruote. E’ il 3,5% degli occupati per il percorso casa – lavoro, il 2,4% dei bambini e degli studenti fino a 34 anni per il collegamento con scuola o università. Negli altri Paesi europei, la media è all’8%, dunque siamo in ritardo.
L’Emilia Romagna, il Trentino Alto Adige e il Veneto sono le tre regioni che sono in media con il resto dei Paesi comunitari. La Lombardia è in testa per Pib in termini assoluti, con 977,537 milioni, poi c’è l’Emilia Romagna (887,176), il Veneto (883,069) e la Toscana (328,584).

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autore / Luca Lippi
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