Rigopiano un mese dopo: la tragedia vista dall'alto e senza neve [VIDEO]

16 febbraio 2017 ore 16:10, Luca Lippi
È passato un mese dalla tragedia dell’hotel Rigopiano. Oggi, tolta la coltre di neve che lo ha ricoperto e che ne ha causato la devastazione, quello che appare è un ammasso di ferraglia e cemento. Che vi fosse un edificio prima del 18 gennaio è chiaro, che fosse ‘vivo e pulsante’ quasi inverosimile.
In quell’hotel il 18 gennaio scorso hanno perso la vita 29 persone rimaste bloccate dentro a causa della neve caduta durante la notte.  
L’area oggi è spettrale, come si vede dalle immagini, una carcassa spoglia e senza vita ai piedi di un canalone di faggi e roccia.
costruito di fianco al vecchio rifugio Rigopiano e ampliato nel 1969, inaugurato la prima volta nel 1972. Poi nel 2007 un secondo ampliamento e nuove inaugurazioni da parte della storica famiglia Del Rosso che aveva ereditato la struttura.
L’inchiesta aperta dalla procura di Pescara dovrà far luce anche sulle eventuali responsabilità in sede di ultimo ampliamento e se proprio la sua posizione di alto rischio potesse essere rilevata o ne poteva limitare le autorizzazioni come esercizio commerciale nel periodo invernale.
Gli uomini di montagna, che hanno esperienza e soprattutto ancora antepongono la tradizione della narrazione empirica di generazione in generazione, hanno sempre detto e continuano a dire che dove c’è traccia di una vecchia valanga, su quella scorreranno tutte le altre a venire.
La Cassazione nel frattempo ha ulteriormente confermato il principio che i tecnici devono in ogni modo e sempre controllare la regolarità di tutte le carte e gli studi sull’edificio da ristrutturare. Il principio è contenuto nella sentenza che condanna i progettisti dell’ampliamento della casa dello studente de L'Aquila crollata in seguito al terremoto.

Rigopiano un mese dopo: la tragedia vista dall'alto e senza neve [VIDEO]

Per l’hotel Rigopiano, invece,  il terremoto si chiama valanga. Intanto sul luogo della tragedia i Ris dei carabinieri stanno effettuando delle misurazioni con strumenti laser. Misurazioni predisposte dalla procura di Pescara sulla base delle richieste dei periti, tra i quali i geologi. Al momento il fascicolo aperto dagli inquirenti contro ignoti prevede le ipotesi di reato di disastro colposo e omicidio plurimo colposo.  


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autore / Luca Lippi
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