Dopo l'altro sole inghiottito dal buco nero spunta la stella assassina: scoperte gemelle

16 gennaio 2016 ore 10:27, Adriano Scianca
Dopo l'altro sole inghiottito dal buco nero spunta la stella assassina: scoperte gemelle
È una stella “assassina”, e detta così sembrerebbe uscita da un film fantascientifico anni '50. In realtà è solo un acronimo: si tratta di ASAS-SN (All-Sky Automated Survey for SuperNovae system) ed è la supernova più luminosa mai vista. Brilla 570 miliardi di volte più del Sole e 20 volte più della Via Lattea. Del fenomeno si parla su Science ed è stato scoperto da un programma coordinato dalla Ohio State University. Nel team internazionale c'è anche un po' di orgoglio italiano, rappresentato dagli italiani Gianluca Masi, responsabile scientifico del Virtual Telescope Project di Ceccano (Frosinone), e Filomena Bufano, dell’osservatorio di Catania dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf). 

Se la supernova “si fosse trovata alla distanza di Sirio, la stella più luminosa nel cielo notturno, l’avremmo vista brillare con una luminosità apparente pari a quella del Sole. È un fenomeno eccezionale e osservarlo è stata grandissima emozione”, ha detto Masi. ASASSN-15lh – questo il nome completo della stella – si trova invece a 3,8 miliardi di anni luce dalla Terra, nella costellazione dell’Indiano, visibile solo dall’emisfero australe. Lo studio del fenomeno spaziale sarà fondamentale per capire molte più cose sulla genesi dell'universo, anche se gli aspetti ancora oscuri non mancano. 

Si tratta comunque di una scoperta grandiosa, che fa il paio con un'altra di qualche tempo fa, quando un gruppo di ricercatori guidati dall'astrofisico Sjoert van Velzen della Johns Hopkins University, ha registrato con gli strumenti il momento nel quale una piccola stella, più o meno delle dimensioni del nostro Sole, viene letteralmente divorata da un buco nero. Per la prima volta nella storia, quindi, gli scienziati hanno osservato un buco nero che ingoia una stella, emettendo un getto di materia ad una velocità prossima a quella della luce. Si tratta di un evento raro, che si verifica quando una stella attraversa il campo gravitazionale del buco nero. Quando una stella finisce in un black hole, viene disintegrata da quelle che i ricercatori definiscono “maree gravitazionali”. Il gas della stella così va a formare un disco di accrescimento che, vorticando attorno al buco nero, raggiunge temperature vicine ai milioni di grado. "A quel punto -spiegano gli scienziati- il gas situato nella zona interna del disco forma una spirale diretta verso il buco nero, dove il rapido moto orbitale ne amplifica il campo magnetico, dando così origine a una sorta di doppio imbuto attraverso il quale alcune particelle riescono a sfuggire in direzioni opposte. Ne risultano quindi getti di materia prossimi alla velocità della luce".
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