Corea del Nord, tornato studente Usa: danni cerebrali e giallo botulino

16 giugno 2017 ore 18:51, Stefano Ursi
E' tornato in patria dopo essere stato rilasciato dalla Corea del Nord, lo studente americano di 22 anni Otto Warmbier, arrestato 17 mesi fa. Già durante le operazioni di rilascio e di partenza per gli Usa, erano emerse notizie relativamente ad un possibile stato di coma del giovane, notizie su cui si sono accavallate varie ricostruzioni. Il giovane ora è tornato ed è stato sottoposto alle prime visite mediche, che hanno fatto un po' di luce sulle sue condizioni. Spiega ai giornalisti in conferenza stampa il dott. Daniel Kanter, direttore Neuroscience Intensive Care Unit dell’Università di Cincinnati, che la condizione di Otto Warmbier è stabile ma che il ragazzo ''non mostra segni di comprensione di ciò che gli viene detto, rispondendo ai comandi verbali, o consapevolezza dell’ambiente circostante''.

Corea del Nord, tornato studente Usa: danni cerebrali e giallo botulino
Otto Warmbier
Il ragazzo non ha mai parlato, né compiuto gesti o mostrato comportamenti volontari: sarebbe in uno stato vegetativo. Si teme che abbia dei gravi e diffusi danni cerebrali. Nel corpo del giovane i medici, poi, secondo quanto riportano i media americani, non hanno riscontrato alcun segno di presenza di botulino. E la cosa non è di poco conto, se si ricorda che sulle prime, appena saputo della possibile condizione di coma, era circolata la notizia secondo cui il giovane, dopo il processo e la condanna, avrebbe avuto una forte intossicazione da tossine del botulino e gli sarebbe stato somministrato un sonnifero dopo il quale non si sarebbe più svegliato.

Mentre Otto tornava in patria i genitori avevano spiegato al Washington Post: "Ha lasciato la Corea del Nord. E' in coma e ci hanno detto che è in questo stato da marzo del 2016, ma noi lo abbiamo saputo solo una settimana fa". La dinamica di come e perché venne arrestato non è mai stata del tutto chiarita; la notte di Capodanno il ragazzo si trovava in Corea del Nord da dove poi sarebbe dovuto ripartire per andare a Hong Kong; la sera dell'arresto, secondo quanto si apprende, avrebbe tentato di strappare un manifesto di propaganda del governo. Arrestato con l'accusa di ''atti ostili contro lo Stato'', dopo un processo lampo era stato condannato a 15 anni di lavori forzati.

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autore / Stefano Ursi
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