Il caldo gioca brutti scherzi: scariche le batterie di "Solar Impulse 2"

16 luglio 2015, Luca Lippi
Il caldo gioca brutti scherzi: scariche le batterie di 'Solar Impulse 2'
Il sogno di compiere il giro del mondo con un aeromobile a energia solare non finisce. Gli scali tecnici sono previsti, quest’ultimo che ha costretto il Solar 2 a uno stop più lungo non è altro che la risoluzione a un guasto. Tuttavia per essere un prototipo e per essere la prima “prova” siamo ancora in perfetta sintonia con lo spirito dell’evento.

L’aereo solare ha volato per 5 giorni e 5 notti consecutive dall’aeroporto di Nagoya, in Giappone, all’aeroporto di Honolulu, capitale delle Hawaii, facendo segnare il record di volo in solitaria per un velivolo senza carburante.

Alla guida dell’apparecchio ci sono gli ideatori e i progettisti del velivolo, Bertrand Piccard e André Borschberg, svizzeri. Bertrand Piccard, in particolare, è il figlio di Jacques Piccard, il primo uomo a scendere sul fondo della Fossa delle Marianne, impresa compiuta a bordo del batiscafo Trieste. Lo stesso Bertrand è stato protagonista d’imprese da record: fu uno dei due membri del primo equipaggio umano a compiere il giro del mondo non-stop a bordo di un pallone aerostatico. Lo scopo del progetto Solar Impulse è quello di ripetere l'impresa con un velivolo a energia solare. 

Accade però che nella traversata di 5 giorni di cui sopra, si è verificato il surriscaldamento del motore elettrico (che è di fatto composto di batterie).  Il problema tecnico insorto non deve essere interpretato come il fallimento della tecnologia. A tale proposito il Team di Solar  2 dichiara “l danno alle batterie non è un guasto tecnico o una debolezza della tecnologia, ma piuttosto un errore di valutazione e una lacuna nella progettazione dei sistemi di raffreddamento. Non avevamo considerato il surriscaldamento delle batterie nei climi tropicali”.

In conclusione possiamo ricominciare a sognare ma non prima del 2016. 

I danni irreversibili riportati da alcune componenti delle batterie, secondo i piloti, richiederanno diversi mesi per poter essere riparati. Nel frattempo il team di Solar Impulse studierà anche nuovi sistemi di raffreddamento per affrontare adeguatamente le tappe più lunghe, senza rischiare di incorrere nuovamente in simili intoppi.

Intanto l’aeromobile è custodito dal Dipartimento dei Trasporti nel suo hangar all’aeroporto Kalaeloa. Si riprenderà da dove si è interrotto.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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