Ogni mese più caldo, aprile 2016 da record: verso scenari invivibili

16 maggio 2016 ore 15:33, Micaela Del Monte
Già questo gennaio era stato catalogato dalla Nasa come il più caldo di sempre, o meglio degli ultimi 136 anni, cioè da quando si hanno dati registrati. Ora tocca invece ad aprile che ha fatto registrare un caldo record per il settimo mese consecutivo. Le rilevazioni della Nasa, indicano che il primato dello scorso mese batte quello precedente del 2010 di 0.24 gradi centigradi ed è superiore di 0.87 rispetto alla media di aprile. Il 2016 si conferma dunque l’anno più caldo degli ultimi 30 anni.

"I climatologi lanciano avvertimenti almeno dagli anni Ottanta. Ed è tutto ormai assolutamente scontato dal 2000 in poi. Quindi perché sorprendersi?", ha commentato polemico Andy Pitman, direttore dell'Arc Centre of Excellence for Climate System Science dell'Università australiana del New South Wales. Secondo Pitman gli ultimi dati mettono in serio dubbio l'obiettivo fissato dalla COP21 di Parigi: "L'obiettivo di 1.5 gradi è solo un pio desiderio. Non so neppure se riusciremo a raggiungere 1.5 gradi se anche si bloccassero oggi stesso tutte le emissioni. C'è una forte inerzia nel sistema". 

Ogni mese più caldo, aprile 2016 da record: verso scenari invivibili
La cosa che preoccupa maggiormente i climatologi è che il forte Nino di quest’anno non può da solo giustificare un tale aumento di temperatura in quanto seppur intenso, non è sicuramente il più forte Nino mai registrato e il susseguente e naturale fenomeno della Nina non potrà far rientrare l’aumento. Tutti gli scienziati concordano che la principale responsabile è la quantità di CO2 presente nell’atmosfera, che se dovesse raggiungere diffusamente le 400 parti per milione, valore ipotetico di non ritorno e già raggiunto in diverse stazioni, sarebbe poi impossibile da far diminuire.

Questo caldo sta già profondamente modificando il nostro Pianeta. Dal Nino e i coralli "sbiancati" fino al repentino ritirarsi della calotta polare e allo scioglimento della Groenlandia. Quello che si prospetta è dunque un futuro apocalittico e profondamente modificato in cui l'ambiente sarà presumibilmente fatto di deserti e livelli d'acqua sempre più elevati. Un controsenso che però spaventa per l'invivibilità delle due circostanze. 
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