Facebook, out per gli under 16 bulli e non bulli: ma fatta la legge trovato l'inganno

17 dicembre 2015 ore 12:31, intelligo
Facebook, out per gli under 16 bulli e non bulli: ma fatta la legge trovato l'inganno
Facebook e Twitter vietati ai minori di 16 anni se non c’è il permesso dei genitori. 
E’ questa l’ultima proposta giunta dall’Unione Europea che sta elaborando nuove soluzioni in materia di protezione dei dati personali. Se ne sta occupando la Commissione libertà civili, giustizia e affari interni del Parlamento Europeo. Il via libera dovrebbe arrivare già nelle prossime ore per poi passare alla discussione in Parlamento. 
I minori di 16 anni, se la proposta sarà approvata in via definitiva, non potranno utilizzare i social network se non dietro l’autorizzazione dei genitori. 
Una misura che sotto certi punti di vista parte da un presupposto pienamente condivisibile sebbene la soluzione prospettata non sia propriamente la più efficace. E’ infatti vero che spesso i minori fanno un uso sbagliato dei social e che è dunque necessario esercitare maggiori controlli sulle proprie attività per evitare, come sempre più spesso avviene per esempio, che il web si trasformi in un pericoloso strumento di veicolazione e incentivazione del bullismo. 
Allo stesso tempo però come denunciano dalla Diana Award Youth Board, organizzazione impegnata da sempre nella difesa dei minori e contro il bullismo la proposta è inutile, a tal punto da promuovere sul sito Change.org una petizione per chiederne il ritiro. 

Questa soglia di età più alta - si legge nel documento dell'organizzazione -- potrebbe incentivare i bambini tra 13 e 15 anni a mentire riguardo la loro età. I ragazzini maggiori di 13 anni hanno avuto accesso per lungo tempo ai servizi online, così un cambiamento artificiale ed improvviso di questa soglia spingerà probabilmente molti di loro a fingere per continuare ad accedere piuttosto che a chiedere il consenso ai loro genitori”. Insomma fatta la legge trovato l’inganno. 
Dalla Ue hanno replicato che ovviamente non ci si fiderà soltanto dell’autocertificazione del minore, ma al momento dell’iscrizione al social, sarà loro richiesta l’esibizione di una copia del documento d’identità. Ma poi chi può dire magari che il minorenne non si faccia prestare la carta d’identità da un compagno che ha già compiuto sedici anni? Insomma i trucchi per aggirare il divieto certamente non mancheranno anche perché come si usa dire nel lessico comune i giovani d'oggi sono molto più avvezzi ai trucchi e ai sotterfugi di quanto lo fossero le generazioni precedenti. 
Ecco perché la legge sembra già fare acqua da tutte le parti. Anche perché la proposta in discussione ha deciso di attribuire la facoltà alle capitali Ue di conservare la soglia attualmente in vigore se lo riterranno opportuno. Una botta al cerchio e una alla botte dunque. Più acqua di così! 

autore / intelligo
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