Sgravi fiscali colti al volo: 765mila contratti a tempo indeterminato in più

17 febbraio 2016 ore 14:28, Luca Lippi
Stamattina abbiamo già parlato qui della rilevazione dell’Osservatorio dell’Inps, ora analizziamo nel dettaglio il dato nazionale e vediamo anche l’incidenza regionale del dato.
Per singoli settori produttivi, sono soprattutto le figure impiegatizie ad aver giovato dei bonus contributivi a favore delle assunzioni (+89%), mentre tra gli operai l’incremento è inferiore alla media (+35,6%). Più tiepide le performance sulle figure dirigenziali. Crescono i full time (+48,4%) e il part time orizzontali (+46%). Le altre forme di tempo parziale (verticale e misto), che pure hanno avuto una notevole diffusione nel recente passato, nel 2015 fanno registrare degli incrementi inferiori alle media. Donne e giovani, per il 2015 (dopo una flessione degli anni precedenti) sono le categorie che hanno maggiormente beneficiato del boom, +52% per la componente femminile e +44% per quella maschile; la fascia d'età 25-29 balza al +53%. A livello settoriale si osservano incrementi particolarmente elevati nell’industria (+58%) e nel commercio (+53%). Anche nel terziario si rileva un aumento delle assunzioni leggermente al di sopra della media (+48%); bene le attività professionali, scientifiche e tecniche. L’edilizia, che comunque vanta un segno positivo (+24%), procede più a rilento del resto dei settori produttivi.

Sgravi fiscali colti al volo: 765mila contratti a tempo indeterminato in più
A livello regionale guida la classifica il Friuli Venezia Giulia, l’Inps registra un aumento dei contratti passato dai 13.626 del 2014 ai 28.569 del 2015, più del doppio. Un +110%, in termini percentuali, che proietta la regione in cima alla classifica nazionale, la cui media si ferma al +47%. Seguono Umbria (+83,4%) e Piemonte (+76,6%). Al netto sul totale, il Friuli presenta ora un saldo in pari, dal momento che le nuove assunzioni a tempo indeterminato equivalgono sostanzialmente alle cessazioni (+52 unità). Nulla a che vedere con l’emorragia di posti del biennio precedente: -13 mila e -15 mila unità, una debacle occupazionale per il Friuli Venezia Gulia che ormai si sta progressivamente traducendo in un brutto ricordo. 
I contratti a termine restano prudenzialmente la scelta preferita in Regione, nel 2015 si sono attestati a quota 68 mila (+1,4%), con i gli apprendistati che continuano a calare (-23,5%). I tecnici dell’Inps spiegano questa fenomenologia soprattutto influenzata dalla dinamica congiunta degli sgravi contributivi e dei nuovi contratti introdotti col Jobs Act. Riguardo gli sgravi, su 28.569 nuove assunzioni a tempo indeterminato in Friuli nel 2015, 18.430 (64,5%) hanno usufruito dell’esonero contributivo previsto dalla legge 190/2014. Un sistema di cui hanno beneficiato anche 8.926 lavoratori a termine, passati a tempo indeterminato (su 13.198, pari al 67,6%). In crescita anche il lavoro accessorio e l’utilizzo dei voucher, per questi ultimi il Friuli Venezia Giulia supera abbondantemente i 5 milioni di voucher utilizzati con un incremento del 40% dallo stesso periodo dell'anno scorso. Se si mette a confronto la quantità di voucher venduti nel 2015 con il livello dell’occupazione raggiunta, il Friuli Venzia Giulia compare al primo posto in Italia seguito a breve distanza dal Trentino Alto Adige. 

autore / Luca Lippi
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