Peggio della Tasi, arriva la tassa sull'ascensore a suon di polemiche

17 febbraio 2016 ore 16:40, Micaela Del Monte
Togliere la Tasi e aggiungere la tassa sull'ascensore. Quando gli italiani pensavano di poter tirare un sospiro di sollievo ecco lì che arriva un altro escamotage per far aprire i portafogli. Il Ministero dello sviluppo economico ha infatti licenziato uno schema di decreto del Presidente della Repubblica che impone una verifica straordinaria degli ascensori esistenti, attribuendo ai soggetti verificatori la facoltà di prescrivere una serie di costosi interventi a carico dei proprietari di casa. 

Un obbligo che – come riconosciuto ieri dallo stesso Ministero – non è in alcun modo previsto dalla direttiva europea di cui il provvedimento costituisce attuazione, vale a dire la direttiva 2014/33/UE "per l’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative agli ascensori e ai componenti di sicurezza per ascensori".

“Introdurre una nuova tassa sugli ascensori, annullando  gli effetti dell’abolizione della tassa sulla prima casa, dopo aver tolto la Tasi, sembra davvero singolare.” Sostiene infatti la Fiaip, la Federazione Italiana Agenti immobiliari Professionali,  che in una nota stampa ribadisce come la scure delle imposte non risparmia proprio più nulla. Fiaip ha quindi sottoscritto l’appello lanciato da Confedilizia al premier Renzi per eliminare la  tassa sull’ascensore. Le repliche del Ministero dello Sviluppo Economico confermano, ancora una volta, imposte non dovute che potrebbero penalizzare milioni di proprietari di immobili, riconoscendo come nello schema di d.p.r. varato dal MISE sia stata introdotta una verifica straordinaria degli ascensori, che non è prevista in alcun modo dalla stessa direttiva UE.
Peggio della Tasi, arriva la tassa sull'ascensore a suon di polemiche
“Non si comprende come l’esecutivo Renzi, nel suo complesso, voglia abbassare le tasse sugli immobili come annunciato, o se invece intenda nuovamente mettere l’ennesima imposta a milioni di famiglie già provate dalla stretta della congiuntura economica”. Si tratterebbe per Fiaip dell’ennesima tassa “aerea”, un’imposta incredibile ed immotivata che forse alcuni “burocrati ministeriali” di Via Molise  hanno proposto ed inserito nel tentativo di drenare liquidità per le casse dello Stato, senza che sia stata condivisa con l’esecutivo. Fiaip rimane comunque fiduciosa che il carico delle imposte sulla casa non torni più a crescere per sanare gli sprechi e i conti della pubblica amministrazione.

Una nota del Mise, in serata, ieri sera ha provato a gettare acqua sul fuoco della polemica. "La proposta del Ministero dello Sviluppo Economico in materia di ascensori, al contrario di quanto affermato da Confedilizia, - ha spiegato il Mise - non prevede verifiche straordinarie, bensì controlli di sicurezza da svolgersi nell'ambito della prima verifica ordinaria utile. Maggiore attenzione è prevista solo per gli ascensori installati anteriormente al 1999, cioè prima dell'applicazione delle relative direttive europee in materia che hanno aumentato i requisiti di sicurezza per gli impianti". Ma non è un automatismo: "Tali ascensori, ove la proposta sia condivisa e approvata dal Governo, saranno verificati non solo con riferimento ai requisiti vigenti all'epoca, ma anche con riferimento ai più importanti requisiti di sicurezza introdotti successivamente, ad esempio per la precisione della fermata e il livellamento fra cabina dell'ascensore e piano, ovvero per la protezione dai rischi di schiacciamento delle porte motorizzate". Il Mise ha precisato inoltre che "i requisiti da verificare e che potrebbero essere quindi oggetto di intervento sono stati inoltre individuati in modo proporzionato e selettivo e, quindi, non possono determinare spese eccessive, soprattutto se, come afferma Confedilizia, le normali norme già oggi previste dovrebbero aver già indotto molti proprietari ad effettuare comunque tali verifiche".
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