Europarlamento, accordo notturno con Alde. Chi è il futuro vincitore Tajani

17 gennaio 2017 ore 10:25, intelligo
Il colpo di scena arriva nella notte. Con una serrata trattativa che coinvolge i Liberali di Alde, Antonio Tajani si aggiudica il voto del gruppo di Guy Verhofstadt, quello in cui sarebbe dovuto entrare il Movimento 5 Stelle prima del gran rifiuto. Il Ppe, grazie all'opera dell'europarlamentare Fulvio Martusciello, si aggiudica anche il voto degli europarlamentari amici di Israele. Così la prima elezione del presidente del Parlamento europeo senza un accordo chiaro tra i partiti - una "anomalia" che aumenta la suspence per il verdetto che arriverà oggi dall'aula di Strasburgo - acquisisce a questo punto un favorito chiaro con il candidato del Ppe in pole-position.

Sulla carta fino alla sera di lunedì Antonio Tajani poteva comunque contare su un vantaggio oscillante tra gli 11 e i 18 voti. Ma le sorprese apparivano dietro l'angolo e, per dirna una, anche nello stesso Ppe sono previste tre assenze (tra cui l'italiana Barbara Matera, in dolce attesa). Gianni Pittella, dunque, poteva ancora sperare nel colpo a sorpresa. C'era poi l'incognita rappresentata dai 19 eurodeputati di Marine Le Pen che alla quarta votazione, quella decisiva, sarebbero potuti diventare l'ago della bilancia, mentre i leghisti dovrebbero astenersi dopo aver dato la loro preferenza nelle prime tre votazioni al rumeno Laurentiu Rebega (Nigel Farage alla fine dovrebbe convergere su Tajani). Di certo se Tajani e Pittella dovessero prendere lo stesso numero di voti, prevarrebbe l'esponente di Forza Italia essendo il candidato più anziano tra i due. Un quadro chiaro si avrà soltanto questa sera alle 22, quando Martin Schulz - che presiederà la seduta - cederà lo scranno al nuovo presidente eletto. Ma a questo punto, con l'accordo con i Liberali, le previsioni danno possibile una vittoria di Tajani con circa 380 voti.

Chi è il prossimo presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani
In gioventù Tajani è stato militante del Fronte Monarchico Giovanile, movimento giovanile dell'Unione Monarchica Italiana, nata come organizzazione separata da quest'ultima, in cui ricopriva la carica di vicesegretario. In seguito si è sempre dichiarato favorevole al rientro dei Savoia in Italia
È stato uno dei fondatori di Forza Italia nel 1994, quindi coordinatore regionale del partito nel Lazio dal 1994 al 2005. 
Nel governo Berlusconi I (1994-95) è stato portavoce del presidente del Consiglio.
Nel 1996 si candidò come deputato nel collegio di Alatri, ma ottenne il 45,3% dei voti e venne sconfitto dal rappresentante dell'Ulivo.
Nel 2001 è stato candidato a sindaco di Roma per la coalizione della Casa delle Libertà, risultando sconfitto però al ballottaggio da Walter Veltroni con il 47,8 % dei voti.
Dal 2002 (congresso di Estoril) Tajani è uno dei 10 vicepresidenti del Partito Popolare Europeo. È stato riconfermato al congresso di Roma nel 2006 e poi ancora al congresso di Bonn nel 2009[2][3] e a quello di Bucarest nel 2012. Eurodeputato di Forza Italia (dal 1994)
(fonte Wikipedia). 
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