Infarto, il test contro il killer silenzioso: rivela chi rischia

17 luglio 2017 ore 21:28, Andrea Barcariol
Individuare le persone a rischio infarto. Sarà possibile grazie a un test che analizza il cuore attraverso una 'TAC': più rossi (segno di infiammazione) appaiono i tessuti, più alto è il livello di infiammazione, maggiore è il pericolo. E' il risultato di una sperimentazione messa a punto dall'Università di Oxford, reso noto sulla rivista Science Translational Medicine.

Infarto, il test contro il killer silenzioso: rivela chi rischia
L’infiammazione e il grasso sono campanelli d’allarme da non sottovalutare mai. Questo è quanto emerge dal lavoro basato sull'analisi dello stato infiammatorio e del grasso depositato sulle arterie. La scoperta ha in sé il potenziale di rivoluzionare il trattamento per uno dei maggiori killer del mondo, spiega uno degli autori del lavoro Charalambos Antoniades. Gli esperti hanno finora analizzato oltre 2.000 Tac evidenziando che quando il livello di infiammazione dei tessuti sale, cambia il comportamento del grasso che tende a rompersi e tutto il tessuto circostante cambia aspetto. Sono proprio queste modifiche nelle sembianze del tessuto intorno alle arterie che danno un'idea del rischio cuore. Se la tecnica non deluderà le promesse, nelle future sperimentazioni cliniche più ampie che ora la attendono e la vedranno protagonista, potrà portare a terapie più efficaci per scongiurare infarti potenzialmente fatali.

INFARTO - In Italia, come nel resto dell’Europa, la mortalità per le malattie cardiovascolari si è ridotta del 33% in 10 anni. La mortalità degli italiani per malattie cardiovascolari è diminuita di un terzo, nonostante rimangano la prima causa di morte del Paese, con circa 250 mila decessi ogni anno. Un calo dovuto al miglioramento della prevenzione, al progresso medico e alla capillarità della rete di assistenza sul territorio. Dal 1971 ad oggi, la mortalità per infarto è passata in Italia dal 14% al 3,8%, in linea con il resto dell’Europa.

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