Enel, l'utile sostiene la cedola: Starace senza 'sponsor' spera in Ue

17 marzo 2017 ore 14:33, Luca Lippi
Secondo quanto riportato dal Cda, i conti Enel 2016 hanno mostrato una crescita del 17% del risultato netto consolidato che è salito fino a 2,6 miliardi di euro dai 2,196 miliardi del 2015.
I conti Enel 2016 sono stati resi noti direttamente dal Consiglio di amministrazione ma, nonostante alcuni ottimi risultati, le azioni societarie hanno risposto sprofondando sulla Borsa di Milano oggi.

PERCHE’ LA BORSA NON HA ACCOLTO BENE I DATI
Ufficialmente perché Enel ha poi riportato ricavi in calo del 6,7% dai 75,7 miliardi del 2015 a quota 70,6 miliardi: la flessione è stata determinata dall’andamento negativo dei tassi di cambio, dalle minori attività di trading di energia elettrica, dal deconsolidamento di Slovenskè Elektràrne, dalla riduzione dei prezzi di vendita nei mercati maturi e anche della minor produzione di energia, fanno sapere da Enel. 

NEL DETTAGLIO
Rispetto al 2015, l’ebitda (indicatore per comparare i risultati di diverse aziende che operano in uno stesso settore) di Enel è sceso solo dello 0,1% da quota 15,297 miliardi del 2015 a quota 15,3 miliardi. L’ebitda ordinario, invece, è salito dello 0,9% da 15,040 a 15,2 miliardi. Questo grazie allo sviluppo nella Penisola Iberica e nelle Americhe.
L’ebit (risultato aziendale prima delle imposte e degli oneri finanziari) di Enel è risultato in crescita del 16,1% da 7,7 a 8,9 miliardi di euro. Questo grazie alla crescita dell’ebitda ordinario e di minori impairment; l’utile netto ordinario consolidato è poi cresciuto del 12,3% da 2,9 a 3,2 miliardi, l’impatto delle partite straordinarie è stato sostanzialmente invariato rispetto allo scorso anno. Anche l’indebitamento finanziario a 37,553 miliardi di euro è risultato in linea con il dato dello scorso anno a 37,545 miliardi. Confermati da Enel per i target del piano strategico 2017-2019.

Enel, l'utile sostiene la cedola: Starace senza 'sponsor' spera in Ue

Nel corso di una conference call, l’ad di Enel, Francesco Starace ha dichiarato: “Ci saranno sicuramente alcune potenziali opportunità per operazioni di Mergers and acquisitions (M&A) in Europa ma dopo le elezioni in Francia e in Germania e dopo che la Commissione Ue avrà emesso le prime direttive sul nuovo framework regolatorio europeo. Solo in quel momento saranno possibili eventuali operazioni M&A senza rischi molto grandi in Europa”.
TRADOTTO: Sul fronte delle operazioni societarie, Enel mantiene alta l'attenzione su eventuali opportunità. In questo senso, secondo Starace, Enel sarà concentrata anche sull'Europa dopo la tornata elettorale in Francia e Germania. 
Intanto il gruppo energetico “guarda ad eventuali opportunità in altre parti del mondo dove non sono in vista cambiamenti di questo tipo”, sottolinea Starace.
L’ad di Enel ricorda che a fine 2016 il gruppo ha acquistato Celg Distribuicao, una società di distribuzione di energia in Brasile che opera nello stato brasiliano di Goias. “Con questa acquisizione, che è stata perfezionata all’inizio del 2017 e che è in corso di integrazione, -sottolinea Starace- abbiamo 3 milioni di clienti in più. Ora con quasi 10 milioni di clienti in Brasile siamo il secondo distributore energetico del Brasile, un Paese importante per la crescita futura di Enel”.

IL REALE PERICOLO PER ENEL VISTO DALLA BORSA
Ovviamente l’Ad di Enel deve fare attenzione alle parole, in concreto, però, la Finanza va oltre le valutazioni di facciata, gli analisti subito dopo il referendum costituzionale, ha rivalutato positivamente Telecon, la società guidata da Cattaneo,  visto che il progetto Eof (piano della banda larga) si trova in apparenza senza più "sponsor" politico. Enel aveva "promesso" a Niel l'accesso alla propria rete, ma ora rischia di trovarsi con un pugno di mosche in mano e parte dei lavori avviati. La Finanza bada ai numeri non alle parole.
Ora Starace è nelle mani della Ue.

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autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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