Spesometro e semplificazione: quali sono i dati essenziali richiesti

17 ottobre 2017 ore 22:37, Luca Lippi
Lo spesometro verso la semplificazione. Molte le lamentele, a parte il malfunzionamento dei giorni scorsi, riguardo la macchinosità dell’inserimento dati e la mole degli stessi. A tale proposito Ernesto Maria Ruffini, il neodirettore dell’Agenzia delle Entrate, raccogliendo l’invito dei commercialisti, ha annunciato in audizione presso la commissione Finanze alla Camera, che arriveranno semplificazioni immediate nell’ambito delle leggi vigenti e altre ne arriveranno con un’adeguata legislazione. Intanto il direttore di Ae ha esposto i dati della prima tornata semestrale dello strumento ancora in fase di messa a punto, i dati raccolti attraverso lo spesometro dicono ‘1,4 miliardi di fatture’.
Spesometro e semplificazione: quali sono i dati essenziali richiesti

SEMPLIFICAZIONI IN ARRIVO
Il presidente di Agenzia Entrate sulla semplificazione ha dichiarato in audizione: “In relazione alle problematiche emerse in fase attuativa, l’Agenzia sta individuando tutti gli spazi ulteriori di semplificazione, nei limiti consentiti dalla norma, valutando modalità idonee a garantire una maggiore informazione sugli strumenti messi a disposizione. In particolare le attuali specifiche tecniche unite al provvedimento dell’Agenzia marzo 2017 stabiliscono l’obbligatorietà della comunicazione di alcuni dati di dettaglio anagrafici del cedente/prestatore sia con riferimento alle fatture emesse che con riferimento a quelle ricevute del cessionario/committente, solo per le fatture emesse diverse da quelle semplificate”. La semplificazione per Ruffini deve arrivare da una veloce individuazione dei dati anagrafici del contribuente. Più nello specifico, il direttore di Agenzia entrate ha dichiarato che l’Istituto allo stato dell’arte può intervenire solo sull’anagrafica: “L’informazione relativa ai dati anagrafici al domicilio fiscale dei clienti e dei fornitori può essere semplificata. Così come l’informazione relativa ai dati anagrafici della stabile organizzazione e dei rappresentanti fiscali. Ugualmente per le bollette doganali ritengo che possa essere resa facoltativa la compilazione del campo identificativo dello Stato extracomunitario e della provenienza dei beni. Queste sono le poche benché significative innovazioni che può introdurre l’agenzia delle Entrate”.

LA SEMPLIFICAZIONE NEI POTERI DELLO STATO
Già da febbraio, si deve provvedere ad aumentare ulteriormente la semplificazione del lavoro dei preposti alla comunicazione dei dati. È possibile, ma serve un’opportuno intervento legislativo da parte del Governo. Sempre sulla questione Ernesto Maria Ruffini ha dichiarato: “Per ulteriori modifiche volte a recepire le istanze dei contribuenti e dell’opinione pubblica occorre uno specifico intervento normativo che sommessamente l’agenzia delle Entrate può individuare su alcuni filoni: facoltà di trasmettere i dati non più con la cadenza attuale ma ad esempio con cadenza semestrale, facoltà di trasmissione cumulativa dei dati delle fatture emesse e ricevute di importo inferiore a 300 euro, non applicazione di sanzioni per l’errata trasmissione dei dati fatture emesse e ricevute per le comunicazioni effettuate per il semestre 2017, esonero dall’obbligo per alcuni soggetti come produttori agricoli con volume d’affari non superiore a 7mila euro o esonerati da obblighi documentali e contabili compresa la dichiarazione annuale (fermo restando ulteriori obblighi vigenti), esonero per amministrazioni pubbliche per fatture verso consumatori finali”. Ovviamente il direttore di Agenzia entrate ha offerto un aiuto tecnicamente valido per individuare tutte le vie per operare adeguate semplificazioni ma nella sostanza ha voluto ribadire che Agenzia Entrate non ha alcun potere legislativo.

I DATI ESSENZIALI
Una prima indicazione al Governo il direttore di Agezia Entrate l’ha già offerta: “L’importante è che all’agenzia delle Entrate arrivino i dati essenziali: partita Iva, imponibile, imposta e numero della fattura. Non serve niente altro, se ci aiutate con una norma simile aiutiamo migliaia di contribuenti e imprese a svolgere il proprio lavoro da contribuente e all’Agenzia a svolgere il proprio lavoro da Agenzia”.

La disponibilità del Direttore Ruffini ha messo di buon umore (ma non ancora ha convinto) il Consiglio nazionale dei commercialisti che, attraverso le dichiarazioni del suo presidente, Massimo Miani, ha fatto sapere: “Siamo convinti che per quanto lo si possa semplificare, il cosiddetto ‘nuovo spesometro’ resterebbe comunque di una complessità abnorme, un unicum nei Paesi ad economia avanzata. Con il ritorno al vecchio spesometro, del resto, non verrebbe certo meno l’efficacia dell’attività di contrasto all’evasione. In ogni caso la cadenza dell’adempimento dovrebbe essere annuale, non trimestrale e neppure semestrale, come proposto oggi da Ruffini”.

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autore / Luca Lippi
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