Terremoto Ecuador, 350 morti e 2500 feriti: si scava per trovare corpi o vivi

18 aprile 2016 ore 15:40, Lucia Bigozzi
Si contano i morti. Come un bollettino di guerra, destinato a salire. Ad oggi sono 350 le vittime del sisma che ha squassato l'Ecuador con una potenza pari a 7.8 magnitudo. La costa è la zona più colpita e i morti si contano sopratutto  a Manta, Guayaquil e Portoviejo. Esclusa al momento l'allerta tsunami ma le aurotità fanno sapere che si tratta del sisma più forte che ha colpito l'Ecuador negli ultimi decenni. Quasi tremila i feriti ma si teme che la tragica conta non sia finita qui mentre si continua a scavare sotto le macerie. Un terremoto di particolare intensità che nello spazio di pochi istanti ha spazzato via case e palazzi, sventrato autostrade. In sei province del Paese è scattato lo stato di emergenza e sul campo sono impiegati nelle operazioni di rimozione delle macerie qualcosa come diecimila militari e quasi cinquemila poliziotti. In queste ore si continua a scavare sotto le macerie ma le operazioni risultano particolarmente difficoltose mentre è scattata una corsa contro il tempo per cercare di salvare chi, ancora vivo, è rimasto intrappolato tra le montagne di detriti. 

Terremoto Ecuador, 350 morti e 2500 feriti: si scava per trovare corpi o vivi
L'epicentro del sisma è stato localizzato a 170 chilometri a nordest della capitale Quito, sulla costa. Intanto è scattata la solidarietà da tutto il mondo con l'Italia che sta già facendo la propria parte
per dare una mano alla popolazione che non ha più nulla dopo quei terribili e interminabili istanti in cui la terra ha tremato. La Caritas  ha già stanziato 100mila euro. Oxfam, invece, ha annunciato l'intervento nelle città maggiormente colpite, attraverso una “squadra di esperti sul campo con il compito di valutare l'entità dei danni e decidere le prime misure d'intervento” d'intesa con il governo. Il ruolo dell'Italia per sostenere il Paese messo in ginocchio dal terremoto e aiutarlo a rialzarsi lo ha ribadito il presidente del Consiglio Matteo Renzi sottolineando che la “nostra Protezione civile è a disposizione per aiutare l'Ecuador e il suo popolo”. Comunicazione via Twitter alla quale ha aggiunto u una postilla nella quale ha spiegato di essere per questo “già in contatto con Bruxelles”. 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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