Renzi e Monti litigano per "i passi indietro" in Europa. O fanno finta?

18 febbraio 2016 ore 15:45, Americo Mascarucci
Che i due in fondo si amassero poco o niente non è una novità anche perché quando Mario Monti stava al Governo, Matteo Renzi non è che si sperticava in elogi appassionati dell’opera del Professore.
Adesso i ruoli si sono invertiti. A Palazzo Chigi ci sta Renzi e Monti è un senatore a vita. A dividerli c’è soprattutto il rapporto fra l’Italia e la Commissione Europea. 
Renzi intervenendo in Senato alla vigilia del Consiglio europeo in programma a Bruxelles è tornato ad attaccare l’Europa e lo ha fatto nel corso della tradizionale informativa che precede tutti i vertici. 
Mario Monti non ha gridato e intervenendo in aula ha attaccato all’indirizzo dei banchi del Governo: "C’'è evidenza – ha detto il senatore a vita - dei primi effetti negativi di questa campagna lanciata da Roma all'indirizzo di Bruxelles e di Berlino ormai dall'ottobre scorso. Lei rischia di far fare passi indietro all'Europa – ha tuonato Monti all'indirizzo del Premier -  Lei non manca occasione per denigrare le modalità concrete di esistenza dell'Unione europea. Questo - ha aggiunto - sta introducendo negli italiani, soprattutto quelli che sentono il suo fascino e tendono a seguirla, una pericolosissima alienazione rispetto all'Europa". 
Incredibile, a detta di Monti il vero populista anti europeista non sarebbe Salvini e nemmeno Grillo ma addirittura Renzi in persona. 
Un attacco del genere non poteva lasciare indifferente il Presidente del Consiglio che ha replicato stizzito:  "Le procedure di infrazione quando lei ha lasciato erano 104, oggi sono 91 e sono in diminuzione. Siamo al record minimo. Nel febbraio 2014 erano 114. Il deficit era al 3,9% del Pil, adesso al 2,4%. È il deficit più basso che la repubblica abbia mai avuto. Sul rispetto delle regole non accetto lezioni". Altro dunque che "risanatore dei conti pubblici", per Renzi Monti al Governo avrebbe prodotto più danni che benefici. No, non è Berlusconi, è proprio Renzi a sostenere certe tesi. "Nel 2015 - ha aggiunto - il livello di recupero dell'evasione ha toccato i 14,8 miliardi di euro. È il record storico mai fatto in Italia". 
Insomma l’ex premier e l’attuale sono ai ferri corti e si capisce, ancora di più dopo che Monti ha abbandonato al suo destino Scelta Civica, la formazione politica da lui stesso creata ritagliandosi un ruolo di indipendenza e autonomia che lo ha portato più volte ad esprimere posizioni critiche nei confronti dell’Esecutivo. 
Lo scontro che Renzi ha avuto con Monti ha stuzzicato l’ironia del capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta che con un tweet ha commentato: "Brutta giornata per Matteo Renzi oggi tra rinvio Cirinnà, litigio con Monti e fuga da Montecitorio".
Brunetta ha poi lanciato l'hashtag #quandodicesfiga". 
E Il bello è che Renzi in Europa ci deve ancora andare.

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