I virus passano per la zanzara, emergenza Zika: paura per le donne in gravidanza

18 gennaio 2016 ore 11:47, Americo Mascarucci
Maledette zanzare è proprio il caso di dire. 
Oltre che per le odiose punture che, soprattutto d’estate non risparmiano nessuno, l’insetto si rivela sempre di più il principale agente portatore di malattie infettive, dalla malaria al virus Zika che sta infestando il Brasile. 
Lo Zika virus, “parente” (cioè legato filogeneticamente) dei virus della dengue, è stato isolato per la prima volta negli esseri umani negli anni Settanta, ma la sua virulenza è emersa solo con le epidemie del 2007 in Micronesia (5 mila casi) e del 2013 in Polinesia (55 mila casi). La zanzara della specie Aedes aegypti è considerata il principale responsabile della sua diffusione.
I sintomi sono simili a quelli di dengue e chikungunya, anche se più lievi: febbre, dolori articolari e muscolari, eruzioni cutanee, congiuntivite. 
Un’infezione da Zika virus potrebbe quindi passare inosservata o essere attribuita a uno degli altri virus.
I ricercatori dell’Institut de recherche pour le développement di Marsiglia e del Centre International de Recherches Medicales de Franceville (Gabon) hanno analizzato il sangue di 4.312 pazienti colpiti da dengue o chikungunya in Gabon, dal 2007 al 2010, anni in cui in questo Paese si sono verificati numerosi casi. Hanno analizzato anche 4.665 zanzare prelevate nello stesso periodo, appartenenti a nove specie.
I virus passano per la zanzara, emergenza Zika: paura per le donne in gravidanza
I risultati mostrano che lo Zika virus era presente in numerosi sieri, ed è quindi probabile che abbia avuto un ruolo importante, e sottovalutato, nelle epidemie attribuite alle altre febbri. Il virus è stato trovato anche nelle zanzare, e in particolare in numerosi campioni di Aedes albopictus, più nota come zanzara tigre. Un aspetto che merita attenzione, perché la zanzara tigre è sempre più diffusa in Asia e Africa, ma anche in America e in Europa, dove si pensa sia arrivata nel 2004.
In Italia, la diffusione di questi virus è monitorata da programmi specifici, come indicato nella circolare del Ministero della Salute “Sorveglianza dei casi umani delle malattie trasmesse da vettori con particolare riferimento a Chikungunya, Dengue, Zika virus e West Nile Disease – 2014“.
Il virus trasmesso dalle zanzare è pericoloso soprattutto per le donne in gravidanza: ad oggi sono tremila i casi accertati di bambini nati con microcefalia. Al momento non esiste un vaccino in grado di rendere immuni da questo virus.  La patologia viene trasmessa dalla zanzara tigre, l’insetto è endemico in  quelle zone. Il governo brasiliano per far fronte a questa emergenza ha provveduto a stanziare dei fondi per la ricerca di un vaccino che possa quindi interrompere questa spirale di contagi che prosegue inesorabile dall’ottobre scorso. Dallo scorso mese di ottobre nel Paese sarebbero infatti nati almeno 3.500 bimbi affetti da questa malformazione (che porta ad avere la testa più piccola del normale, con pesanti ripercussioni anche sul cervello).
L’allarme virus Zika sarebbe talmente alto da costringere gli Stati Uniti a sconsigliare i viaggi in Brasile alle donne in stato di gravidanza. Il Brasile non è però l’unico Paese interessato dai casi di microcefalia probabilmente causati da questo virus. Nella lista degli Stati a rischio vi sono anche Colombia, El Salvador, Guiana francese, Guatemala, Haiti, Honduras, Martinica, Messico, Panama, Paraguay, Puerto Rico, Suriname e Venezuela.
Il tema dell’opportunità di sconsigliare alle donne incinte i viaggi in Brasile e negli altri Paesi dell’America Latina e dei Caraibi dove è diffuso il virus è molto dibattuto.

Alcuni specialisti di malattie infettive si dicono favorevoli anche se questo potrebbe avere un effetto devastante sul turismo. A preoccupare gli specialisti il fatto che le donne contagiate, in particolare nel primo trimestre di gravidanza, sembrano più a rischio di avere bebè affetti da microcefalia e danni cerebrali. Lo Zika virus ha fatto la sua prima comparsa lo scorso maggio in Sud America. Di solito dà solo un po’ di febbre e un lieve rash cutaneo, ma potrebbe causare danni più seri ai nascituri, se contratto da donne in gravidanza.

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