Al Gemelli si curano i giovani web-dipendenti: un centro li curerà, come in Giappone

18 gennaio 2016 ore 16:14, intelligo
Esistono i malati da web, anche detta dipendenza da nuove tecnologie. Al Policlinico Gemelli hanno deciso di intervenire con un Centro apposito Pediatrico Interdipartimentale per la Psicopatologia dedicato alla giovane età: possono recarsi i bambini e gli adolescenti preda del web. Come si fa a capire se si soffre di questa malattia? 
Intanto spesso esistono danni psichici o fisici che proprio l'uso scorretto delle nuove tecnologie può provocare. Sotto accusa ci sono gli smarthpone, ma anche tablet e pc. Ad essere intaccato è spesso lo sviluppo cognitivo, la salute psichica, ma esistono problemi ortopedici e di vista effetto di questa patologia. Se ci si basa sui dati dell’Accademia Americana di Pediatria, i giovanissimi trascorrono in media 7 ore al giorno davanti a TV, computer, cellulari e altre tecnologie, mentre 2 al massimo 3 sarebbero le ore giornaliere consigliate.

Al Gemelli si curano i giovani web-dipendenti: un centro li curerà, come in Giappone
Il Centro è frutto e sperimenta la collaborazione tra diverse discipline: la Psichiatria, la Neuropsichiatria Infantile e la Pediatria ed è stato presentato oggi al Centro Congressi Europa dell’Università Cattolica a Roma. 
Ne hanno parlato e hanno relazionato progetto e fine Federico Tonioni, Responsabile dell’Area delle Dipendenze da Sostanze e delle Dipendenze Comportamentali del Gemelli, Daniela Chieffo, Neuropsicologa presso l’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile della Fondazione Policlinico Gemelli, Pietro Ferrara, Istituto di Clinica pediatrica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Referente Nazionale per maltrattamento e abuso della Società Italiana di Pediatria, e infine Luigi Janiri, Direttore della Scuola di Specializzazione di Psichiatria dell’Università Cattolica e Direttore dell’UOC di Psichiatria - Fondazione Gemelli.
E' proprio Tonioni a chiarire perché si è reso necessario aprire un Centro, che "il primo in Italia che integra discipline diverse nello stesso percorso clinico".  Diverse sono le "sindromi" (perdonateci il termine da non prendere letteralmente, ndr) legate all'utilizzo delle nuove tecnologie: dai disturbi nei processi di costruzione dell’identità ai fenomeni dissociativi fino ad una vera e propria dipendenza patologica. L'effetto è spesso il ritiro sociale, che tanto ricorda il fenomeno giapponese “Hikikomori”.
Ma c'è di più: "Ci sono le trasformazioni neurocognitive, conseguenti a un modo diverso di interagire con la realtà aprono dinamiche nuove nella clinica e nella riabilitazione dei disturbi dell’apprendimento e di quelli legati all’area neurologica”. E quando iniziare la cura? Da piccoli. Infatti la materia va affrontata proprio dalla Pediatria che per Ferrara "sta cambiando radicalmente e deve sempre più occuparsi di problematiche una volta sconosciute, ma che sempre più hanno risvolti sociali e comportamentali"

Dati simili sono emersi anche in Italia da recenti indagini sulle abitudini di bambini e adolescenti. La facile accessibilità, il superamento dei normali vincoli spazio-temporali e l’anonimato tipici del mondo digitale rappresentano infatti un’alternativa allettante alla realtà, offrendo esperienze sensoriali e relazionali nuove”.
Mercuri parla di "esperienza pilota in grado di affrontare il problema delle dipendenze da rete a 360 gradi", ma per molti genitori il centro è già un riferimento su cui contare per far uscire i propri figli dal tunnel della dipendenza, fisicamente e cognitivamente. 
autore / intelligo
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