Ebola in Congo, l'Oms pronto: ospedale, laboratorio e 300mila vaccini

18 maggio 2017 ore 14:54, Andrea Barcariol
E' già stato attivato dall'Oms e dall'Onu un centro di trattamento per Ebola e un laboratorio mobile nella zona di Likati, nella Repubblica Democratica del Congo. Si tratta di una pronta risposta in seguito del focolaio che si è verificato in questi giorni. L'annuncio è arrivato nel corso di una conferenza stampa organizzata a Ginevra sede dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Nelle ultime settimane erano stati registrati tre casi sospetti di Ebola in Congo. Le autorità sanitarie locali, l'OMS e alcune organizzazioni internazionali stanno valutando la possibilità di una campagna di vaccinazioni con un vaccino sperimentale contro la temibile malattia di Amy Maxmen/Nature, già sperimentato nell'epidemia di due anni fa.

Ebola in Congo, l'Oms pronto: ospedale, laboratorio e 300mila vaccini
Al momento rimangono 3 i morti e 20  i casi confermati mentre sono 19 quelli sospetti. "I nostri team sono arrivati da Ginevra e dall'ufficio africano dell'Oms - ha spiegato Peter Salama, direttore esecutivo dell'Oms -. Si sono attivati, anche Unicef, World Food Programme, Cdc e alcune Ong, mentre la missione Onu ha fornito assistenza logistica. Sono pronti anche 10 milioni di dollari per la prima risposta". Ancora non è stato deciso se utilizzare il vaccino. 
L’epidemia di Ebola più recente, scoppiata in Africa occidentale dal 2014 al 2016, ha ucciso 11.325 persone; ci sono stati poi altri focolai, ma nessuno altrettanto grave come quello in Africa occidentale. Attualmente sono in fase di sviluppo 12 potenziali vaccini contro Ebola, ma nessuno ha ancora ottenuto l’approvazione alla commercializzazione, anche perché i candidati vaccini non erano ancora pronti per essere testati prima che la crisi in Africa Occidentale si esaurisse.

PAZIENTE ZERO - Il 'paziente zero', hanno confermato le analisi, è un uomo di 45 anni, che ha avuto i sintomi il 22 aprile scorso ed in seguito è morto mentre si trovava nella provincia remota di Likhati, nel nord del paese. Anche il tassista che l'ha portato in ospedale e un membro del personale sanitario che lo ha soccorso si sono ammalati e sono deceduti. "Stiamo investigando su 17 altri casi sospetti - conferma Ernest Dabire, coordinatore dell'Oms nella zona -, e stimiamo che 125 persone abbiano avuto contatti a rischio con i pazienti confermati".

CEPPO ZAIRE - Le analisi hanno confermato che il virus coinvolto è del ceppo 'Zaire', il più letale e lo stesso dell'epidemia del 2014 che ha colpito Guinea, Sierra Leone e Liberia con migliaia di morti. Nella zona sta confluendo personale di diverse Ong, fra cui Medici Senza Frontiere, e della stessa Oms, e l'organizzazione Gavi ha fatto sapere che sono a disposizione 300mila dosi del vaccino testato con successo nell'ultima epidemia.


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