Anoressia e bulimia ko con l'App sentinella: come "smaschera" e cura disagio

18 novembre 2016 ore 16:32, Americo Mascarucci
Una app per aiutare i giovani a combattere i disturbi alimentari. 
Si chiama 'Sc(Hi)accia dca', è stata creata dal Centro per i disturbi del comportamento alimentare (Cdca) della clinica Palazzolo di Bergamo. 
Le stime rivelano che almeno il 3,3% della popolazione italiana sia affetta da anoressia e bulimia, che l’80% dei pazienti sia donna, che il 50% abbia tra i 12 e 25 anni e che il 20% dei malati sia ancora più giovane, tra gli 8 e i 12 anni. 
Anoressia, bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata, tendono ad avere una cronicizzazione elevata (circa il 20-30% dei casi) e un indice di mortalità (5-12%) che ne fa la seconda causa di morte tra i giovani. 
Per questo è importante agire su più fronti e intervenire per tempo. per dare la possibilità a persone che hanno un problema alimentare, ai loro amici, famigliari, insegnanti ed educatori di ottenere informazioni ed un eventuale aiuto. 
A "Sc(Hi)accia dca" si accede in modo anonimo attraverso tre fasi. 
Dopo quella iniziale in cui si chiedono informazioni relative al peso, all'attività fisica e al tipo di alimentazione che si segue, c'è la seconda  in cui si redige un diario e si può scegliere di inviarlo all'educatore. 

Anoressia e bulimia ko con l'App sentinella: come 'smaschera' e cura disagio
Infine nello step finale l'utente parlerà con un educatore del centro specializzato in disturbi alimentari che lo indirizzerà verso il centro per i disturbi alimentari più vicino a dove vive. 
"Sc(Hi)accia dca è l’ultimo tassello in ordine di tempo di un più ampio progetto di collaborazione con il territorio e con il consorzio Solco Città Aperta con cui la Casa di Cura Beato Palazzolo sta lavorando in team per favorire la prevenzione e la diagnosi precoce nelle scuole, negli oratori, nelle associazioni sportive e per attivare percorsi di supporto ai pazienti del Cdca – ha spiegato il direttore generale, dott. Edoardo Manzoni alla presentazione della APP alle istituzioni invitate a fare sistema per affrontare l’emergenza disturbi alimentari – dal 2000, ovvero da quando il Centro ha aperto, abbiamo seguito 1743 persone e ne abbiamo ricoverate 653. È un fenomeno in continua crescita e l’App potrà offrire un supporto concreto a ragazze e ragazzi che altrimenti difficilmente si rivolgerebbero a un centro specializzato".

"Chi è affetto da disturbi alimentari assume un atteggiamento di isolamento relazionale –ha aggiunto il dott. Amaglio, Direttore del Centro per la diagnosi e la cura dei disturbi del comportamento alimentare – Attraverso la APP, chi rileva questo rifiuto ora sa che cosa fare. Ha, infatti, la possibilità di valutare i propri timori e affidarsi a un'équipe specializzata che attui interventi psicologici e nutrizionali mirati alla gestione dell’ansia, delle emozioni negative, del reintegro nel tessuto sociale e dell’aumento graduale del peso, finalizzato a ottenere una condizione di buona salute".

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