Vaccini, Lorenzin contro Salvini: "Chi dice no, si assume responsabilità"

18 settembre 2017 ore 17:16, intelligo
Lorenzin contro Salvini, la battaglia politica stavolta è sui vaccini. Il ministro della Salute non ci sta a subire gli spot facili a Salvini, che ieri ha detto di aver fatto vaccinare i suoi figli ma «un Paese civile non mette in vena a bambini di pochi mesi dieci vaccini senza test preventivi gratuiti» risponde oggi. Il ministro invia un messaggio preciso al Carroccio: "Sul tema dell'immunizzazione ho letto ancora oggi che c'è una forza politica che dice che la prima cosa che farà quando arriverà al governo, sarà abolire l'obbligatorietà vaccinale. Bene, se ne assuma la responsabilità". Lo ha detto durante il suo intervento al convegno 'Migranti e salute. Cosa possono fare davvero i medici?' oggi a Roma. 
Vaccini, Lorenzin contro Salvini: 'Chi dice no, si assume responsabilità'
"L'Italia è un Paese del G7, è il primo sistema sanitario nazionale al mondo e non rinuncia alle vaccinazioni che ne sono l'anima. Questa è la salute del popolo italiano ed è quello che l'Italia dice nel mondo di se stessa, è il nostro passaporto. Siamo e vogliamo essere un grande Paese civile che fa del proprio sistema sanitario nazionale il proprio cardine e della salute pubblica uno dei suoi obiettivi massimi", ha concluso con vigore Lorenzin. Per Salvini rimane "un regalo miliardario alle multinazionali del farmaco" quello dell'obbligo vaccinale, ieri lo ha ribadito come pure ha sottolineato le disabilità "che saranno una priorità, perché oggi ci sono 3 milioni di dimenticati e di fantasmi". 

 PRECEDENTE TRA RAGGI E LORENZIN SU VACCINI 

Non solo la Lega è la nemica giurata in tema di vaccini di Beatrice Lorenzin. La sindaca di Roma, Virginia Raggi, aveva accusato Lorenzin di aver creato "zone con bambini di serie A e bambini di serie B" per colpa di una "legge carente" che, tra le altre cose favoriva "scuole e nidi abusivi". "Non solo nelle scuole romane vengono allontanati bambini", aveva affermato Raggi. L'accusa M5S era semplice: "Questo è il risultato di una normativa che è tutt'altro che chiara. Ciascun Comune e ciascuna Regione hanno disposto formulari e fatto intese con le Asl in maniera del tutto spontanea e differente, da un territorio all'altro. Sembra che in alcune Regioni non ci sia l'allontanamento dei bambini, quindi si sono creati, permettetemi la banalizzazione, zone con bambini di serie A e bambini di serie B, che è terribile. Tutto questo nel primo giorno di scuola che dovrebbe essere un momento felice ed importante nella vita dei bambini. Evidentemente il ministro non ha accolto quello che era il nostro invito".
autore / intelligo
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