App da 7,45 mld $: Antitrust Ue perseguita Google da 6 anni

19 aprile 2016 ore 13:40, Luca Lippi
Il Commissario europeo per la concorrenza Margrethe Vestager ha espresso “preoccupazioni” circa le richieste di Google a costruttori di smartphone e operatori per le app da preinstallare di serie sui dispositivi Android. Non è la prima volta che la Commissione europea rivolge la propria attenzione all’universo Android, inoltre negli scorsi giorni erano emerse anticipazioni sul possibile avvio di una indagine formale sul sistema operativo del robottino verde.
E quindi ci risiamo, Google pare proprio che usi una strategia mirata per monopolizzare il mondo della telefonia mobile e per raccogliere più dati possibili dagli utenti che con l’utilizzo di Android volenti o nolenti forniscono informazioni preziose per essere raggiunti quasi mai inutilmente e inopportunamente. Tutto questo ha nuovamente fatto allarmare il Commissario alla concorrenza.

App da 7,45 mld $: Antitrust Ue perseguita Google da 6 anni

La Commissione europea potrebbe multare Google per 7,45 miliardi di dollari per il pre-caricamento delle sue applicazioni sugli smartphone Android. Margrethe Vestager sta "guardando da vicino" il comportamento di Google nei confronti dei produttori di smartphone Android per stabilire se è troppa l'insistenza della società di Mountain View nei confronti dei suoi clienti per far precaricare Chrome, Gmail, Drive, Hangouts e altre app appartenenti al pacchetto "Google Apps" sui loro dispositivi mobili. 
Nel 2015: la Commissione europea ha accusato Google di abuso di posizione dominante nel mercato europeo dei motori di ricerca, favorendo i propri prodotti nelle pagine dei risultati delle ricerche. La Commissione UE ha inoltre intrapreso una indagine separata per quanto riguarda Android per giudicare se Google ha approfittato della sua posizione di leader nel settore dei sistemi operativi.
Nel 2013: a seguito di una denuncia presentata dal gruppo Fairsearch Europe che era composto, non a caso, da società concorrenti a Google come Nokia e Microsoft, ma anche da aziende altrettanto importanti tra cui Oracle, Tripadvisor, Allegro, Expedia, Twenga per uso del suo sistema operativo Android "come mezzo ingannevole per portare vantaggi chiave alle sue app almeno nel 70 per cento degli smartphone in vendita oggi".
Nel 2010: il colosso di Mountain View è stato chiamato a modificare la propria politica in materia di protezione dei dati personali e di "allinearla alle normative europee". 
In particolare, al centro della questione ci sono stati i principi di pertinenza, necessità e non eccedenza degli elementi sensibili trattati, nonché degli obblighi sull’informativa agli utenti e sull’acquisizione del consenso.  
C’è da sospettare che le sanzioni sono assai meno “invasive” dei vantaggi, la recidività di Google non è affatto sospetta, è sistemica.

autore / Luca Lippi
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