Pensioni, Ape sociale: primi assegni in arrivo a settembre

19 aprile 2017 ore 17:00, Luca Lippi
I beneficiari dell’ape sociale potranno godere di due finestre per presentare domanda e poter sperare di cominciare a ricevere a l’assegno. In sostanza le domande devono essere inoltrate all’Inps a partire dal primo maggio e fino al 30 giugno 2017. Questa in sostanza è la prima ‘finestra’ e le prime domande che saranno elaborate dall’istituto consentiranno l’erogazione, stante i requisiti necessari, dei primi assegni dal mese di settembre 2017 e fino a tutto dicembre.
Per chi invierà la richiesta nella seconda ‘finestra’, cioè quella che si aprirà il primo gennaio 2018 e si chiuderà a marzo 2018, vedrà il primo assegno in pagamento non prima di giugno 2018.
Chi può fare domanda: possono avanzare richiesta all’Inps i lavoratori che, al momento della domanda, abbiano già compiuto 63 anni di età e che siano, o siano stati, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago, che comprende gli iscritti al fondo pensione lavoratori dipendenti e alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi), alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, o alla Gestione separata Inps, purché cessino l’attività lavorativa e non siano già titolari di pensione diretta.
Pensioni, Ape sociale: primi assegni in arrivo a settembre
Requisiti per beneficiare di Ape sociale: minimo di 30 anni di contributi se appartenenti a una delle seguenti categorie:
-lavoratori che risultano disoccupati a seguito di licenziamento, anche collettivo, o di dimissioni per giusta causa, o per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria, che hanno terminato da almeno tre mesi di percepire la prestazione di disoccupazione;
-lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave ai sensi della Legge 104;
-lavoratori che possiedono un’invalidità uguale o superiore al 74%.
Sono invece necessari 36 anni di contributi per gli addetti ai lavori faticosi e pesanti, cioè per coloro che hanno prestato per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni un’attività lavorativa particolarmente difficoltosa o rischiosa, facente parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:
-operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
-conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; • conciatori di pelli e di pellicce;
-conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
-conduttori di mezzi pesanti e camion;
-professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
-addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza; -professori di scuola pre-primaria;
-facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
-personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
-operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.
Importo dell’assegno: sarà determinato secondo il normale criterio di calcolo della pensione:
-calcolo retributivo (basato cioè sulla media delle ultime retribuzioni) sino al 2011, poi contributivo (basato sui contributi accantonati), per chi possiede oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
-calcolo retributivo (basato cioè sulla media delle ultime retribuzioni) sino al 1995, poi contributivo (basato sui contributi accantonati), per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995: in questo caso parliamo di calcolo misto;
-calcolo esclusivamente contributivo per chi non possiede contributi versati prima del 1996.
L’importo dell’Ape sociale non può comunque superare i 1.500 euro lordi. La legge di bilancio 2017 non esplicita, come nel caso dell’Ape volontaria, che il trattamento sia esentasse: pertanto, l’Ape sociale dovrebbe essere sottoposta all’ordinaria tassazione Irpef come qualsiasi reddito di lavoro dipendente o pensione.
L’Ape sociale è corrisposta, ogni anno, per 12 mesi, anziché 13, in quanto non è un trattamento pensionistico vero e proprio, ma un anticipo pensionistico corrisposto sotto forma di indennità e la tredicesima non spetta. Si decade dal diritto all’indennità se si raggiungono i requisiti della pensione anticipata.
Saranno respinte le domande: di coloro che percepiscono già strumenti a sostegno del reddito conseguenti allo stato di disoccupazione. In particolare non possono fare domanda chi già percepisce:
-Naspi (l’indennità di disoccupazione che spetta ai dipendenti);
-Asdi (l’assegno di disoccupazione, erogato ad alcuni soggetti, una volta terminata la Naspi);
-indennizzo per i commercianti (corrisposto, in determinati casi, per accompagnare alla pensione il commerciante che cede l’attività).

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autore / Luca Lippi
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