Terremoto Centro italia: ancora scosse e una vittima nel teramano

19 gennaio 2017 ore 14:03, Luca Lippi
La terra trema, e lo sta facendo dal 24 agosto ininterrottamente. Il sisma avvertito con maggiore intensità ieri, 18 gennaio, ha fatto la sua vittima. Recuperato il corpo senza vita di un anziano di 83 anni morto nel crollo della sua stalla schiacciata dalla neve nel Teramano. Le notizie più drammatiche arrivano dall'hotel Rigopiano, nel Pescarese, dove secondo il presidente della Provincia, Antonio Di Marco, potrebbero esserci morti fra i 20 ospiti dell'hotel colpito dalla bufera di neve, una vittima già è stata estratta nella notte. 
Lo sciame sismico ha superato ieri la magnitudo 5 nel Centro Italia, con epicentro tra L'Aquila e Rieti. Secondo l'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv),non si è mai vista una serie di terremoti succedersi con queste modalità. Numerose le frazioni isolate, difficoltà per i soccorsi nel muoversi sotto la neve e nel gelo, con molte strade interrotte o impraticabili.
Gli ultimi due terremoti, del 26 e del 30 ottobre, hanno deformato un'area di 600 chilometri quadrati con nuovi avvallamenti e rilievi. La zona in cui si sono verificati "i maggiori movimenti del terreno" è stata delimitata dai ricercatori con un'ellisse lunga circa 40 chilometri e larga circa 15, ha rilevato Stefano Salvi dell'Ingv. L'ellisse si estende da Pieve Torina, che si trova immediatamente all'esterno di questa figura ideale, fino ad Accumoli, a Sud e in questa zona i dati dei satelliti hanno indicato le maggiori deformazioni del suolo ognuna delle quali "rappresenta un abbassamento del terreno di circa 3 centimetri superiore alle frange adiacenti". All'interno dell'elisse, dove le frange sono più fitte, si trova la zona in cui il suolo si è abbassato fino a 70 centimetri, vicino a Castelluccio di Norcia. "Fuori dall'ellisse, a Est e a Ovest, il terreno è stato sollevato di alcuni centimetri".
Il terremoto di ieri è stato rilevato in un’area relativamente piccola poco più di 10 chilometri di lunghezza e meno della metà di larghezza.

Terremoto Centro italia: ancora scosse e una vittima nel teramano

Ha spiegato Warner Marzocchi, sismologo Ingv (Istituto nazionale geofisica e vulcanologia) intervistato dall’agenzia Dire: “Le scosse di questa mattina (ieri, ndr) hanno rinvigorito la sequenza sismica partita lo scorso 24 agosto, quindi ci aspettiamo più terremoti di quelli che sono stati osservati nell’ultima settimana. Nel giro di un paio di ore (le scosse) sono state tutte di magnitudo superiore a 5 e tale sequenza sismica, anche se avvenuta in un’area limitrofa a quella interessata lo scorso agosto, riteniamo sia sempre parte della sequenza cominciata ad agosto. Da quella data l’attività dell’area è sempre stata sicuramente sopra quella che è la normalità”.
Effetto domino
In sostanza si conferma la teoria, del fenomeno di un contagio sismico tra faglie adiacenti. A tale proposito il geologo Andra Billi dell’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Cnr (Igag-Cnr) spiega: “Quando una faglia genera un terremoto, la faglia stessa si libera dello stress al quale era sottoposta immediatamente prima del terremo e trasferisce parte di tale stress ai segmenti di faglia adiacenti, che in un lasso di tempo imprevedibile (ore, giorni, mesi, anni) possono a loro volta generare terremoti e di nuovo ‘contagiare’ le faglie adiacenti”. Conclude Billi: "Tali terremoti saranno sicuramente seguiti nelle prossime ore da uno sciame di repliche sismiche la cui intensità è difficilmente prevedibile”.
Il terremoto non è prevedibile
Non è prevedibile perché, purtroppo, l'evento sismico è la liberazione di energia compressa., può avvenire in qualunque momento!
Il sismologo Marzocchi dell’Ingv è piuttosto chiaro sull’argomento:Noi non riusciamo a prevedere esattamente il momento in cui avverrà un grosso sisma ma questa area è storicamente una delle zone maggiormente colpite". 
A livello geofisico, aggiunge Marzocchi, sta avvenendo una distensione ed è come “se l’area adriatica e l’area tirrenica tirassero in due direzioni diverse quindi c’è una sorta di stiramento della crosta e questi terremoti sono la conseguenza”.
E finché l’attività sismica si mantiene ad alto livello “il fatto che ci possano essere terremoti c’è”, conclude il sismologo.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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