Processo Loris, la vera arma del delitto per la difesa di Panarello

19 luglio 2016 ore 14:09, Andrea Barcariol
Non ha parlato in aula, questa mattina, Veronica Panarello, accusata di aver ucciso il figlio, Loris Stival, il 29 novembre 2014 a Santa Croce Camerina. La donna ha continuato a sostenere la sua tesi dichiarandosi innocente. L'udienza è stata caratterizzata dalla contestazione del collegio di difesa proprio sull'arma del delitto o sullo strumento utilizzato per uccidere il bambino di 8 anni. 
Secondo la perizia del medico legale Giuseppe Iuvara sarebbero state usate le fascette poi consegnate da Veronica Panarello alle insegnanti di Loris che le vennero a fare visita di cordoglio, mentre, secondo il legale della mamma, Francesco Villardita, sarebbe stato un cavo Usb. La tesi viene sostenuta sulla base di una consulenza medico-legale e bioingegneristica depositata oggi che punta a dimostrare la compatibilità della fascetta Usb con il solco lasciato sul collo del bambino, accompagnata da fotografie e da indagini con manichini biomedici.

Processo Loris, la vera arma del delitto per la difesa di Panarello
Dopo il deposito della perizia di parte, l'udienza è stata rinviata al 26 settembre per ascoltare la deposizione dell'imputata che ha chiesto di rendere dichiarazioni spontanee riguardante il coinvolgimento del suocero Andrea Stival. 
Calendarizzate anche per il 3, 5 e 7 ottobre, altre udienze del processo che solo ora comincia ad entrare nella fase decisiva. A riguardo è arrivata la dichiarazione di Francesco Biazzo, legale di fiducia del nonno di Loris, Andrea Stival, accusato dalla donna: "Le dichiarazioni che renderà in aula Veronica Panarello nella prossima udienza del prossimo 26 settembre non ci preoccupano. Non temiamo nulla perché tutte le accuse lanciate contro il suocero, Andrea Stival, si sono rivelate infondate". Sulla richiesta della difesa  di un confronto all'americana tra il suocero e la nuora, il legale taglia corto: "Ritengo che non sia ammissibile e utile perché tutta la documentazione probatoria è sufficiente e completa per una valutazione del Gip".
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