Mafia, altro oltraggio: danneggiata stele in ricordo del giudice Livatino

19 luglio 2017 ore 10:04, Andrea Barcariol
Grave affronto alla memoria del giudice Rosario Livatino. La stele che ricorda il luogo dell’omicidio, alla periferia di Agrigento, è stata oltraggiata da ignoti. Il danneggiamento del monumento è stato scoperto da un operaio che stava passando e ha subito segnalato l'atto vandalico. Il “giudice ragazzino” Livatino fu ucciso il 21 settembre 1990 mentre da Canicattì, il suo paese, si stava recando in tribunale nella città dei templi. A dare la notizia sono i responsabili delle associazioni “Amici del Giudice Rosario Livatino” e “Tecnolpolis” di Canicattì, che da anni organizzano iniziative in memoria del magistrato per il quale è in corso di chiusura la Canonizzazione. 

Mafia, altro oltraggio: danneggiata stele in ricordo del giudice Livatino
La parte danneggiata è stata ritrovata a pochi metri di distanza. Sul posto è giunta subito la Scientifica. Secondo la polizia il monumento è stato colpito con un martello. Il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio ha annunciato di avere aperto una indagine sull’episodio. “Onore alla memoria oltraggiata del giudice Livatino. Italia unita alla vigilia dell’anniversario della strage di via D’Amelio”, ha commentato su Twitter il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

ATTI VANDALICI - Si tratta del terzo atto vandalico contro simboli antimafia, dopo il danneggiamento a Palermo di un busto del Giudice Giovanni Falcone (decapitato e scagliato contro la scuola che prende il suo nome nel quartiere Zen) e di un manifesto che ritrae la foto di Falcone e Borsellino.
Un gesto che arriva proprio nel giorno del 25 anniversario della morte del giudice Paolo Borsellino, ucciso il 19 luglio del 1992 a Palermo in via D'Amelio, attentato in cui persero la vita anche cinque uomini della sua scorta., a 57 giorni di distanza dalla strage di Capaci.

OMICIDIO LIVATINO - Venne ucciso mentre si recava, senza scorta, in tribunale, per mano di quattro sicari. Era a bordo della sua vettura, una vecchia Ford Fiesta color amaranto, quando fu speronato dall'auto dei killer. Tentò disperatamente una fuga a piedi attraverso i campi limitrofi ma, già ferito da un colpo ad una spalla, fu raggiunto dopo poche decine di metri e freddato a colpi di pistola.

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