Polizia da choc, Gabrielli ammette tortura al G8 di Genova: polemiche

19 luglio 2017 ore 12:55, Americo Mascarucci
"Il G8 di Genova fu una catastrofe, mi sarei dimesso fossi stato De Gennaro". Parole dure quelle pronunciate dal Capo della Polizia Franco Gabrielli all'indirizzo del predecessore e riportate in un'intervista a Repubblica. Nonostante la magistratura abbia condannato gli autori delle violenze avvenute presso la scuola Diaz il 21 luglio del 2001 durante le ore calde del G8, tristemente noto anche per la morte del no-global Carlo Giuliani, si torna a parlare spesso di quella vicenda che per altro è stata anche presa come esempio per giustificare la necessità in Italia di introdurre il reato di tortura. 
L'irruzione della polizia nella scuola Diaz, che ospitava i manifestanti legati al Genoa Social Forum, dopo il summit del G8, avvenne pochi minuti prima della mezzanotte. Durante l'irruzione gli agenti di polizia aggredirono violentemente chi si trovava nella scuola, ferendo 82 persone su un totale di 93 arrestati. Tra gli arrestati 63 furono portati in ospedale e 19 furono portati nella caserma della polizia di Bolzaneto. Come detto su questa vicenda hanno parlato le sentenze definitive della magistratura che hanno appurato i fatti e puniti i responsabili.
Polizia da choc, Gabrielli ammette tortura al G8 di Genova: polemiche

L'INTERVISTA
Gabrielli oggi torna su quella vicenda approfittando del fatto che alcuni degli agenti condannati in via definitiva per vari reati sono tornati in servizio dopo aver scontato la pena e aver terminato il periodo di interdizione dal servizio. Alcuni furono anche accusati e poi riconosciuti colpevoli di aver introdotto nella scuola bottioglie molotov per giustificare l'irruzione. "La gestione dell'ordine pubblico a Genova nel luglio del 2001 fu semplicemente una catastrofe - ha detto Gabrielli - a partire dalla scelta sciagurata di far gestire l'ordine pubblico al vertice del dipartimento di pubblica sicurezza e non alla Questura di Genova. Ma questi 16 anni non sono passati inutilmente dato che il nostro attuale sistema di sicurezza e prevenzione è così anche perchè c'è stata Genova". 
Gabrielli non è tenero nemmeno con il suo predecessore Gianni De Genarro capo della Polizia all'epoca dei fatti. "Anche se siamo legati da un rapporto personale io mi sarei dimesso, per ridare fiducia ai cittadini. Alla scuola Diaz ci fu tortura, ma ci sono state condanne esemplari per la Diaz e modeste per Bolzaneto". 
Quello stesso De Gennaro che dopo le conferme delle condanne in Cassazione per i poliziotti sotto inchiesta dichiarò: "Resta comunque nel mio animo un profondo dolore per tutti coloro che a Genova hanno subito torti e violenze ed un sentimento di affetto e di umana solidarietà per quei funzionari di cui personalmente conosco il valore professionale e che tanto hanno contribuito ai successi dello Stato democratico nella lotta al terrorismo ed alla criminalità organizzata". 
Oggi Gabrielli sembra di diverso avviso al punto di puntare il dito contro il suo predecessore che nonostante tutto restò al suo posto. 
Era opportuno farlo? No per Gianni Tonelli segretario del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap) che intervistato da noi ha dichiarato: "Sono fatti avvenuti in un contesto straordinario, che ha indignato il mondo, credo che serva solo a rimestare nel torbido. Mi dispiace che il Capo della Polizia si sia prestato al gioco del quotidiano che non ha grande simpatia per le Forze dell'Ordine. Io non lo avrei fatto".

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