Eurostat, l’Italia torna al 2003: solo il 59,8% ha un lavoro

19 maggio 2014 ore 12:26, intelligo
L’Italia sta sotto i livelli del 2003. Ed è sempre più lontano l’obiettivo di occupare il 67% della popolazione lavorativa attiva entro il 2020. Il tasso di occupazione della popolazione fra i 20 e i 64 anni si è attestato nel 2013 al 59,8%, in calo rispetto al 61% del 2012 e al 61,2% dell'anno precedente. Il che significa che l’Italia è tornata indietro di dieci anni, quando gli occupati erano il 60,1 per cento. Un trend che secondo Eurostat autore della “fotografia”, il nostro paese condivide con altri 12 stati membri dell’Unione europea dopo gli effetti della crisi economica. Il tasso di occupazione della popolazione 20-64 nella Ue a 28 è sceso al 68,3% nel 2013, con un calo di un decimo di punto negli ultimi due anni e in allontanamento dall’obiettivo del 75% al 2020. Dinamica inversa per la popolazione fra i 55 e i 64 anni: il tasso di occupazione è salito stabilmente dal 38,1% del 2002 al 50,1% dello scorso anno. Fra i Paesi dell’Ue i tassi più elevati si sono registrati in Svezia (79,8%), Germania (77,1%) e Olanda (76,5%), mentre i più bassi in Grecia (53,2%), Croazia (53,9%), Spagna (58,2%) e Italia (59,8%). Lo scorso anno, invece, Germania e Malta hanno raggiunto i propri obbiettivi per il 2020.
autore / intelligo
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