Londra, Elisabetta a Westminster "guida" il programma di governo: Brexit e ruolo GB

19 maggio 2016 ore 20:37, Lucia Bigozzi
“'La Gran Bretagna mantenga il suo ruolo guida”  nelle relazioni internazionali. Parola di regina e che regina… The Queen Elizabeth, a 90 anni appena compiuti, ha tenuto davanti al parlamento il suo 63esimo discorso che si traduce in un programma di governo per i prossimi dodici mesi. Mesi non facili per l’Inghilterra alle prese con Brexit e la campagna elettorale di fatto già aperta dal “vulcanico” sindaco di Londra che vuole fare le “scarpe” (politiche) al primo ministro Cameron. Ma a “pesare” sull’agenda di governo ci sono anche gli scenari internazionali, con l’Isis, la Siria e la Libia in primo piano. Nel corso del Queen's Speech a Westminster, la regina Elisabetta ha parlato di cooperazione internazionale, lotta all’Isis e crisi ucraina. Ma sul nodo dei nodi, quello che divide la società inglese – ovvero Brexit – la sovrana ha fatto solo un riferimento, giusto per ricordare che il 23 giugno si vota per il referendum dal quale si capirà de la Gran Bretagna uscirà dall’Europa o ci resterà con un piede solo (come adesso). 

Londra, Elisabetta a Westminster 'guida' il programma di governo: Brexit e ruolo GB
Non ha stupito più di tanto, il fatto che la regina non si sia concentrata sul referendum, argomento fortemente divisivo tra i suoi sudditi.
E’ come se – rispettando ruoli e storia della corona britannica – avesse lasciato la patata bollente nelle mani di Cameron. E del resto nel programma di governo declinato nel corso del Queen's Speech a Westminster e ovviamente concordato col governo del primo ministro, non ci sono grandi e particolari riferimenti all’Europa. Segno evidente, seppure indiretto, di quanto alle latitudini british lo scenario europeo sia visto con crescente distanza, quasi indifferenza. Più parole e impegno concreto, invece, sul versante della lotta al terrorismo con l’annuncio di nuove e più severe leggi contro gli estremisti ma anche contro chiunque vada in giro a predicare la violenza tra i giovani o le persone più in difficoltà. E a questo proposito, l’annuncio comprende anche una riforma delle carceri che per la Gran Bretagna rappresenta un inedito, visto che l’ultima legislazione in materia carceraria risale ai tempi della regina Vittoria. Infine c’è la conferma, anche nell’intervento della regina Elisabetta, dell’intenzione di giungere ad un British Bill of Rights, una nuova carta dei diritti, con maggiori poteri per i tribunali del Regno, rispetto all'attuale Human Rights Act. Nel “regno” dei laburisti erano state recepite le regole europee sul rispetto dei diritti umani. Infine, una nuova accelerazione sull'implementazione della banda larga. 
autore / Lucia Bigozzi
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