Niente deriva "alla Facebook": il limite di 140 caratteri su Twitter resta

19 marzo 2016 ore 15:28, Adriano Scianca
Niente deriva 'alla Facebook': il limite di 140 caratteri su Twitter resta
Per alcuni è un simbolo di modernità, sintesi, efficacia, per altri è la conferma che viviamo in un'epoca di impoverimento linguistico e che rifiuta la complessità. Parliamo dei 140 caratteri dei cinguettii di Twitter, il marchio di fabbrica del sito di microblogging. L'amministratore delegato dell'azienda, Jack Dorsey, in un'intervista al "Today Show" ha spiegato che il limite è destinato a restare: “È un buon limite per noi. Ci permette la brevità del momento". Smentite, quindi, le voci che a inizio anno davano per imminente la cancellazione del limite di 140 caratteri. Modifica non presa bene da tutti, dato che i fan più accaniti amano Twitter proprio perché si distingue da Facebook e vedono di cattivo occhio tutte le modifiche che portano il primo ad assomigliare al secondo, più di massa e meno “elitario”. Va detto che molti bypassano la barriera scrivendo lunghi post su Facebook e postando poi su Twitter lo screenshot. Ma si tratta di una deviazione dallo spirito di Twitter, che invece prevede proprio gli scambi brevi e secchi, i commenti fulminanti e le battute sagaci. 

Uno spirito che il social network intende mantenere, per festeggiare il suo compleanno all'insegna della “tradizione”. Twitter, infatti, è nato il 21 marzo 2006. Oggi Twitter conta 320 milioni di utenti attivi al mese, con un numero che ha superato i 500 miliardi di tweet in 35 lingue. La star più seguita al mondo è Katy Perry, con oltre 84,6 milioni di seguaci, mentre in Italia il re è Valentino Rossi, con 4,4 milioni di follower. La notte degli Oscar di quest’anno ha invece visto il minuto più twittato di sempre con 440mila cinguettii ogni 60 secondi, doppiando anche il record precedente dei 250mila per il selfie di Ellen DeGeneres del 2015. Quella foto resta però la più ritwittata degli ultimi anni: oltre 3 milioni e 300mila volte. Twitter, tuttavia, non riesce a realizzare i numeri di Facebook, forse proprio perché meno “di massa”. Un vanto, forse, per i suoi ideatori, ma un problema dal punto di vista economico.  Dorsey dovrà inventarsi qualcosa per superare lo stallo. Ma, per carità, che non tocchi i 140 caratteri.

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