Che fine ha fatto Raffaella Carrà?

02 agosto 2017 ore 23:17, intelligo

Ultimamente, in un’intervista a cuore aperto nel salotto pomeridiano di Barbara D’Urso, Raffaella Carrà ha annunciato il suo addio alle scene anche se, a detta del suo staff, potrebbe anche tornare per un periodo se le sottoponessero un progetto veramente interessante. Nel frattempo, però, preferisce prendere le distanze da una TV che comprende sempre meno ma che l’ha vista mattatrice per qualche decennio. Parlando con la conduttrice Mediaset, Raffaella ha ricordato tanti momenti della sua invidiabile carriera e, ascoltandola, anche molti di noi sono scivolati indietro nel tempo: “In Rai, ne ho fatte di cotte e di crude,” ha rammentato.”Quando vedo le immagini, mi ricordo il periodo ma non mi guardo mai perché non mi piaccio mai. Mia madre voleva l'ombelico come un tortellino? Sì è vero. Mia madre non avrebbe mai immaginato che il mio ombelico sarebbe diventato una piccola pietra dello scandalo in Italia”. Già, quelli erano i tempi in cui bastava un ombelico esposto per paralizzare milioni di persone davanti allo schermo e far discutere gli italiani per mesi…

Che fine ha fatto Raffaella Carrà?

BIOGRAFIA

Raffaella Maria Roberta Pelloni, in arte Raffaella Carrà, nasce a Bologna nel giugno del 1943, ed è incredibile notare quanti tra i maggiori artisti brillanti del dopoguerra italiano abbiano visto la luce nel bel mezzo della Seconda guerra mondiale, e nell’anno forse peggiore della stessa, quello che ha lasciato più morti e lacrime dietro di sé, quasi che avessero assorbito da neonati tanto dolore e poi trascorso il resto della loro vita a tentare di farlo dimenticare a tutti quanti. E Raffaella Carrà a  portare allegria, freschezza e fascino nella vita degli italiani, ci riuscirà benissimo per circa cinquant’anni. Inizia fin da bambina col suo carattere allegro e solare a farsi amare da tutti quelli che la conoscono. Figlia del gestore di un bar di Bellaria e di Iris Dellutri, a sua volta figlia di una gelataia della stessa cittadina, Raffaella passa la sua infanzia divedendosi tra il bar di papà e la gelateria della nonna, visto che i suoi hanno deciso di separarsi poco dopo la nascita della bambina. Ed è nella gelateria di Bellaria-Igea Marina che Raffaella rimane incollata davanti allo schermo della TV fatta installare nel locale, ad assistere  alle puntate de Il Musichiere, condotte dall’indimenticabile Mario Riva. E’ bravissima con i titoli e i ritornelli delle canzoni, ma scopre ben presto che la sua vera passione è la danza. Così, col suo fare accattivante, riesce a convincere i genitori a mandarla a studiare direttamente a Roma, prima presso l'Accademia Nazionale di Danza, fondata dalla ballerina russa Jia Ruskaja, poi al Centro sperimentale di cinematografia, visto che a un certo punto si è accorta di voler essere un’artista a tutto tondo, quella che nel futuro si chiamerà show girl.

CARRIERA

E’ talmente portata, Raffaella, che nel 1950 partecipa al film di Mario Bonnard Tormento del passato, e ad altre tre pellicole negli anni 1958/50. Nel 1960 consegue il diploma al centro di Cinematografia e lo stesso anno è nel cast de La lunga notte del ’43 di Florestano Vancini e ne Il peccato degli anni verdi di Leopoldo Trieste.  Ma non basta, esordisce anche in teatro con la compagnia Carli-Pilotto, e alla radio grazia a Luciano Rispoli che realizza e le fa condurre Raffaella col microfono a tracolla; poi nel 1962 ecco il debutto televisivo nel programma Tempo di Musica e di seguito nel Il Paroliere questo sconosciuto dove sarà la valletta di Lelio Luttazzi. Insomma, già dall’elenco di questi esordi, è evidente che la ragazza ha talento, e lo possiede a tutto tondo, capace com’è di cantare, ballare, recitare e condurre. Chi ha esperienza, capisce che per Raffaella si annuncia un futuro di successi. Arrivano per Raffaella momenti importanti, come la partecipazione al film I compagni di Mario Monicelli e Il colonnello Von Ryan, direttamente a Hollywood al fianco di Frank Sinatra con cui si dice ci sia stato un appassionato flirt. Nel 1965, poi, Raffaella recita la parte di Costanza De Mauriac nello sceneggiato televisivo di grande successo Scaramouche, al fianco di Domenico Modugno mentre, antesignana di tutte le giovani attrici e le veline di successo, nasce per lei una storia d’amore con Gino Stacchini, calciatore della Juventus, relazione che andrà avanti per ben otto anni. 

Sebbene abbia partecipato a pellicole cinematografiche di successo, Raffaella non sembra bucare come attrice, e comunque preferisce concentrarsi sul ruolo che sente più congeniale, quello di soubrette. Viene scritturata per lo show televisivo Io, Agata e tu, con Nino Taranto e Nino Ferrer, e in proposito racconta: “In seguito a quella scrittura, io feci una sola richiesta: ‘Datemi tre minuti solo per me. Anche padre Virginio Rotondi ha tre minuti solo per lui. Perché a me no?’. Io volevo ballare soltanto tre minuti da sola. Punto e basta. Che danni avrei potuto fare? Quella era una Rai di uomini straordinari. Un giorno chiesi di conoscere Ettore Bernabei. Me lo fecero incontrare e lui mi disse: ‘Lei è come la Ferrari. La esporteremo in tutto il mondo ’. Da quel momento cominciarono i successi.”

ANNI '70

Arriva così la consacrazione con Canzonissima, anno 1970, dove la Carrà dà scandalo cantando la sigla di testa, Ma che musica maestro con l’ombelico lasciato scoperto dal costumista Enrico Ruffini. Segue Canzonissima 1971, dove Raffaella lancia il Tuca TUca e il Borriquito, due balli,e vende milioni di copie della sigla Chissà se va, oltre a lanciare Maga Maghella personaggio adorato dai bambini. E’ poi la volta della splendida edizione di Mille Luci, con Mina, uno show che fece impazzire gli italiani con due prime donne assolutamente bravissime sebbene molto diverse tra loro. In proposito, racconta Gigi Vesigna: “Tra Raffaella e Mina ufficialmente non ci fu mai rivalità. Però quando fecero insieme Milleluci, io feci una copertina di Tv Sorrisi e Canzoni con loro due, e metterle d’accordo fu una via crucis. Raffaella soffriva il complesso dell’altezza, e così per avvicinarsi a Mina mise degli zatteroni con una zeppa pazzesca. Mina, che non voleva dargliela vinta, si infilò delle scarpe altissime, e si innescò una corsa al rialzo; in più il fotografo usò degli obiettivi che allungavano. Alla fine le foto erano assolutamente sproporzionate”. Tra l’altro, fu proprio a Mille luci che la Carrà lanciò il suo inconfondibile caschetto biondo creato per lei da Cele Vergottini, caschetto che la Carrà porterà per quasi tutta la vita apprezzandone, come ha detto lei stessa, “la pulizia di una linea, così come in quella di un programma televisivo, di un comportamento. Parola d’ordine: pulizia!”

ANNI '80 E '90

Negli anni a seguire, non si contano gli show di successo che Raffaella porterà sul piccolo schermo, che farà di lei per decenni l’incontrastata regina della televisione italiana, e non solo. Lancia anche nuove trasmissioni, come ad esempio quelle che interagiscono direttamente con il pubblico, come Pronto Raffaella. E lei dice: “Al tempo di quello show, hanno scritto che facevo i miracoli, che ero diventata come una madonna, che aspiravo a essere considerata la santa della televisione. Quando mai! Faccio ciò che posso. E poi, gutta cavat lapidem, come direbbe Paolo Bonolis che ama le citazioni colte.” Intanto, Raffaella ha anche una vita privata, per la verità molto tranquilla. Per dieci anni ha una storia d’amore con Gianni Boncompagni senza che però i due si sposino o abbiano figli. Quando la relazione finisce, Raffaella si fidanza con Stefano Japino, giovane coreografo. E, nello stesso tempo, è sicuramente il personaggio italiano del mondo dello spettacolo ad essere più conteso tra RAI e Fininvest. Lei, alla fine, passerà tra una e l’altra, continuando a mietere successi e a lanciare trasmissioni innovative, arrivando poi a conquistare anche il pubblico spagnolo, dove Raffaella si ritroverà come in una seconda casa, e lavorerà a lungo quando in Italia la sua stella comincerà ad appannarsi. L’ultima sua apparizione sulla RAI è lo show talent Forte, forte, forte, del 2015 che però con una media di 3 milioni di spettatori a puntata si rivelerà un mezzo flop. Un dolore per Raffaella che però, da vera donna di spettacolo ha sempre saputo che anche gli insuccessi fanno parte della vita di un’artista. E di lei tutto si può dire, meno che non sia un’artista di talento purissimo. 

In bocca al lupo.

di Anna Paratore


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