Che fine ha fatto Stefania Sandrelli?

02 agosto 2017 ore 12:51, intelligo
Dopo ben oltre cinquant’anni di carriera, Stefania Sandrelli è ancora lì a studiare le decine di copioni che le arrivano per scegliere quello che più le piace o le si addice. Sintomo non solo di un grande talento, ma anche d’intelligenza e dell’apertura mentale che le hanno permesso di adattare la sua età al suo lavoro. In proposito, lo scorso anno in occasione delle sue “settanta primavere” come chiama i suoi compleanni, parlando con una giornalista di Grazia, ha detto: “Non mi sento gli anni che ho. Sono grata alla vita per essere arrivata fino a questo punto. Ho due figli che adoro, e riesco a godermi i miei cinque nipoti continuando a lavorare. E senza nemmeno essermi rifatta.” E ancora: “Ho evitato lifting e botox perché per girare film non ho bisogno di ringiovanirmi. Mi accettano per quello che sono: interpreto madri, zie, nonne e mi va benissimo. Non immagina quante attrici più giovani e più belle di me mi abbiano consigliato di rifarmi. Ma vogliamo scherzare? Se mi tirassi la faccia come tutte, perderei ogni espressione. […] Mi bastano un patrimonio genetico favorevole e qualche buona crema. Ad essere sincera mi aiuta anche il fatto di non essere più magrissima.”  Evviva, ce ne fossero tante di donne belle e famose col suo cervello!
Che fine ha fatto Stefania Sandrelli?
BIOGRAFIA 

Stefania Sandrelli nasce a Viareggio il 5 giugno del 1946 in una famiglia del ceto medio. Suo padre, Otello, è perito agrario, ma viene a mancare che la ragazzina ha solo 8 anni. Sua madre Florida, si carica quindi della crescita e il benessere di entrambi i suoi figli, appunto Stefania e anche del maggiore, Sergio, di 7 anni più grande della sorella, che in seguito diventerà un buon musicista. La madre gestisce una piccola pensione, e Stefania da ragazzina sogna di frequentare la scuola di musica e danza del maestro Ugo Dallara, a Genova, dove è iscritto suo fratello. Le piace tanto anche il cinema e siccome è furba e intraprendente, spesso riesce ad entrare nelle sale della sua città anche quando proiettano film per adulti. In più, a mano a mano che cresce, Stefania diventa sempre più carina. Ha un fisico pressoché perfetto, e un viso sbarazzino, bello e originale, quello che ogni regista definirebbe “cinematografico”.  

CARRIERA 

Lei ne fa tesoro e a quindici anni partecipa al suo primo concorso di bellezza, vincendolo. Poi una sua foto viene pubblicata dal settimanale “Le Ore”, ed è grazie a quella che il grande regista Pietro Germi la nota e la convoca per un provino. Intanto, lei partecipa ad altre due pellicole, il film di Mario Sequi Gioventù di notte (1961), e Il federale diretto da Salce, sempre nel 1961, a fianco di un Ugo Tognazzi in grande spolvero. Finalmente, dopo aver riflettuto sul provino per 2 mesi, Germi si decide a scritturare Stefania per Divorzio all'italiana (1961) con Marcello Mastroianni , e in seguito per Sedotta e abbandonata (1964). Ed è così che la Sandrelli, senza aver ancora compiuto 20 anni si ritrova ad essere una star nazionale, ma non solo. A 16 anni incontra Gino Paoli, già all’epoca cantante e compositore molto noto, ma sposato. Tra i due nasce una storia d’amore che però, vista l’età della Sandrelli, il fatto che Paoli abbia già moglie, e il clima bacchettone dell’Italia dell’epoca, è improponibile. Ciononostante, Stefania resta incinta e partorisce nel 1964 una bambina, Amanda della quale però, per molti anni, nessuno scoprirà la paternità. La storia d’amore si chiude prima ancora della nascita della piccola – anche se qualcuno sostiene che andrà avanti tra alti e bassi, segretamente, fino al 1968 - , ma proprio in quel periodo Gino Paoli tenta il suicidio sparandosi un colpo a cuore. La pallottola miracolosamente non lo uccide, manca di poco l’organo a cui era diretta, ma la vicinanza ad esso ne rende troppo rischiosa la rimozione dal mediastino, sicché da quel giorno Paoli vive con il proiettile nel pericardio.  Il cantante non spiegherà mai il perché di quel gesto sconsiderato se non con qualche battuta filosofeggiante, ma chi lo conosce bene suppone che la causa fu proprio la fine della storia d’amore con Stefania. Comunque, alla Sandrelli Paoli dedica la canzone Sapore di sale, un capolavoro della musica leggera italiana, destinato a durare nel tempo. 
La Sandrelli, intanto, è lanciatissima nel mondo del cinema nazionale e non solo, lavora a parecchie pellicole come Il fornaretto di Venezia (1963) e La bella di Lodi (1963) in Italia, mentre si dedica anche a pellicole estere come nel caso di Le vergini. Poi torna a collaborare con Pietro Germi, che la dirige ne L’immorale del 1967 sempre al fianco di Tognazzi; in seguito è la volta del capolavoro di Antonio Pietrangeli, Io la conoscevo bene (1965) e in L'amante di Gramigna (1968) di Carlo Lizzani al fianco di Gian Maria Volonté. Da segnalare anche la sua presenza in Lo sciacallo (1963) insieme a Jean-Paul Belmondo. Arrivano poi gli anni ’70, che per Stefania significheranno anche il primo matrimonio, nel 1972, quello con Nicky Pende, dal quale avrà nel 1974 il suo secondo figlio, Vito. Pende, però, è una sorta di play boy e Stefania poco sopporta certi comportamenti. Complice anche l’incontro sul set con l’attore francese Depardieu, per il quale l’attrice perde momentaneamente la testa, il matrimonio con Pende finisce dopo appena 4 anni. Ma se la vita privata è tumultuosa, per tutti gli anni ’70, Stefania interpreta una carrellata di film da far invidia a qualsiasi attrice e ve ne citiamo solo alcuni, come  Il conformista, regia di Bernardo Bertolucci (1970);  Brancaleone alle crociate, regia di Mario Monicelli (1970);  Alfredo, Alfredo, regia di Pietro Germi (1972); C'eravamo tanto amati, regia di Ettore Scola (1974);  Profezia di un delitto, regia di Claude Chabrol (1976); Novecento, regia di Bernardo Bertolucci (1976);  Quelle strane occasioni, regia di Luigi Comencini (1976);  Dove vai in vacanza?, regia di Mauro Bolognini, Luciano Salce, Alberto Sordi (1978,  fino a La terrazza, regia di Ettore Scola (1980). Seguono pellicole di grande risultato al botteghino, come Eccezzziunale... veramente (1982) di Carlo Vanzina e Vacanze di Natale (1983) sempre di Vanzina. 
In quei primi anni ’80, intanto, sugli schermi italiani prendono sempre più piedi i film erotici che, per la prima volta, ottengono l’attenzione anche del grande pubblico. Per Stefania significano uno stallo nella carriera, e anche la vita privata non va benissimo mentre consuma brevi relazioni con lo scultore abruzzese Mario Ceroli, con il produttore francese Humbert Balsan e con un vecchio amico d'infanzia, Dodo Bertolli. Così lei alla fine dà un colpo a tutto interpretando nel 1983 La chiave,  film erotico di Tinto Brass, che la rilancia, le fa ottenere un grande successo di pubblico e fa scoprire anche il suo lato trasgressivo. Inoltre, il 1983 le porta anche l’amore, quello “per sempre” con Giovanni Soldati, figlio del famoso scrittore Mario Soldati, una storia che dura ancora oggi. Dopo l'esperienza de La chiave, Stefania Sandrelli torna a recitare in film non erotici tra cui Mi faccia causa (1984) di Steno, Segreti segreti (1985) di Giuseppe Bertolucci, Speriamo che sia femmina (1986) di Mario Monicelli, Mignon è partita (1988) di Francesca Archibugi, Per amore solo per amore (1993) di Giovanni Veronesi, Matrimoni (1998) di Cristina Comencini, La cena (1998) di Ettore Scola, L'ultimo bacio (2001) di Gabriele Muccino. Seguirà anche Prosciutto Prosciutto di Bigas Luna, con Penelope Cruz e Anna Galiena. A tutto questo, va aggiunta la grande attività televisiva dell’attrice, che per il piccolo schermo ha interpretato decine tra sceneggiati e fiction di successo, da Il maresciallo Rocca, a Il bello delle donne. 

PREMI

Nella sua lunga carriera, Stefania Sandrelli ha vinto 3 David di Donatello, 7 Nastro d’argento, 3 Globo d’oro, un Ciak d’oro, un Leone d’oro alla carriera alla Mostra di Venezia, un primo premio al Festival Internazionale del Cinema di San Sebastián, e un Telegatto di platino al Gran Premio Internazionale dello Spettacolo. Dal 2004 è anche Grande ufficiale Ordine al merito della Repubblica Italiana.
Complimenti!

di Anna Paratore

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