Morte di Adele, il rimprovero del padre al funerale con una rosa in mano

02 agosto 2017 ore 15:00, Americo Mascarucci
"Ha ragione il don quando dice che un pò ce l’ho con lei. Se solo mi avesse ascoltato un po’ di più". E’ lo sfogo del padre di Adele De Vincenzi, la studentessa di 16 anni di Chiavari stroncata nella notte tra venerdì e sabato nel centro di Genova da un cristallo di Mdma, un potente allucinogeno. Per la sua morte sono indagati il fidanzato della vittima e un amico con le accuse di spaccio di stupefacenti e morte come conseguenza di altro reato. Oggi si sono celebrati i funerali della giovane in forma strettamente privata alla presenza di amici e parenti. Presenti anche i genitori del ragazzo arrestato insieme al fidanzato di Adele dal momento che la ragazza avrebbe assunto la sostanza letale proprio in casa del giovane.  I due hanno salutato il papà e il fratello di Adele porgendo le loro condoglianze.] [image:left

LO SFOGO DEL PADRE
Ma è stato soprattutto lo sfogo del papà a commuovere tutti. Lo sfogo di un padre che aveva messo più volte in guardia la figlia dai pericoli della droga ma non in maniera alquanto convincente. "Se solo mi avesse ascoltato un pò di più" si sarebbe sfogato con alcuni amici della ragazzina.
E ora quel padre è costretto a piangere lacrime amare per una “bravata” finita in tragedia. L'uomo ha seguito i funerali della figlia, celebrati al cimitero di Chiavari dal parroco Don Mario Cagna con una rosa fra le mani. Adele forse a causa della sua giovane età ha sottovalutato il rischio in cui andava incontro assumendo una sostanza altamente pericolosa e capace di stroncare una vita provocando arresto cardiaco: come appunto accaduto. La salma della giovane al termine della cerimonia è stata portata a Genova per essere cremata. 

LE INDAGINI 
Intanto proseguono le indagini. Il fidanzato e l’amico rimangono agli arresti. Lo ha deciso il Gip che ha ritenuto fondato il pericolo di inquinamento delle prove evidenziato dagli inquirenti che avrebbero riscontrato i tentativi del ragazzo di cancellare le conversazioni avute su WhatsApp col pusher subito dopo il malore della ragazza. 
E spunta anche un terzo indagato. Si tratterebbe di un giovane residente a Busalla, nell’entroterra del capoluogo ligure, accusato di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio e morte in conseguenza di altro reato in relazione al decesso di Adele.
Il giovane, un 20enne di origine ecuadoriana, avrebbe secondo l'accusa procurato la droga pagata dal fidanzato di Adele e dall'amico poi portata a Genova da un 17enne di Busalla che avrebbe fatto da intermediario fra i due e lo spacciatore. Gli agenti della squadra Mobile hanno perquisito la casa del 20enne, che abita in una frazione di Busalla, ma senza trovare traccia di stupefacenti. 

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