Caldo choc, per gli anziani la minaccia non è solo disidratazione

02 agosto 2017 ore 14:52, Micaela Del Monte
"Il caldo da bollino rosso è un disagio per tutti in questi giorni, a partire da chi resta in città, ma diventa un grave rischio per la popolazione anziana del nostro Paese, in particolare per chi vive da solo". Dopo aver lanciato un primo appello all'inizio di giugno, di fronte all'emergenza di queste ore la Comunità di Sant'Egidio chiede alle istituzioni di "adoperarsi al massimo per ridurre i pericoli per la salute di chi è avanti con l'età". 

Caldo choc, per gli anziani la minaccia non è solo disidratazione
ISOLAMENTO SOCIALE
Sono 3,8 mln le persone in questa condizione in Italia. Solo a Roma sono 250 mila e sempre nella Capitale costituiscono il 44,1% dei nuclei familiari e il 20,9% della popolazione residente (dati Istat). Un esercito di uomini e donne che è più sensibile ai picchi di temperature e spesso convive con malattie croniche e che soprattutto in questo periodo è costretto ad affrontarle da solo. Infatti rispettare i consigli degli esperti ed evitare le ore più calde potrebbe non bastare “spesso più che il caldo è l’isolamento sociale a fare vittime” sottolinea la Comunità di S.Egidio, che lancia un appello “ci rivolgiamo a tutti i cittadini: occorre prestare attenzione alle situazioni di disagio dei nostri vicini di casa, come di ogni persona anziana che incontriamo per strada e che vediamo in difficoltà, segnalando i casi e aiutando direttamente“.

SINTOMI DELLA DISIDRATAZIONE
Senso di affaticamento, mal di testa e perdita della capacità di concentrazione. Ma anche arrossamento della pelle, senso di nausea, vomito e perdita dell’appetito. Sono questi i molteplici sintomi della disidratazione negli anziani, i soggetti più a rischio anche a causa di alcuni fattori fisiologici legati all’età. “Purtroppo il rischio di disidratazione dell’anziano è fortemente sottovalutato, questo problema è probabilmente causato da alcuni fattori, per esempio il vivere in un clima temperato e relativamente umido implica uno stimolo all’assunzione di liquidi più basso del dovuto – afferma Massimo Venturelli docente di Scienze Biomediche all’Università di Milano nel focus promosso da ‘In a bottle’ – Potrebbe essere scontato il sottolineare che bisogna bere acqua con un corretto e bilanciato contenuto di sali minerali, ma purtroppo la realtà è che gli anziani non bevono abbastanza acqua, o che spesso sostituiscono l’acqua con altre bevande con elevati contenuti di zuccheri (succhi di frutta, o bibite zuccherate), aumentando così il rischio di diabete. Il consiglio perciò più corretto sarebbe il bere acqua in piccole quantità ma spesso durante la giornata“.

VIVA GLI ANZIANI
La Comunità di S.Egidio ha lanciato il programma ‘Viva gli anziani!’ un servizio innovativo per il contrasto dell’isolamento sociale, attraverso la creazione di reti, che si collocano accanto alle risposte tradizionali (assistenza domiciliare, servizi residenziali, etc.) e raggiungono ampie coorti di popolazione esposte a rischi. 
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