Italiani "duracell": sedentari,ma tra i più longevi europei (Mezzogiorno escluso)

02 dicembre 2015 ore 17:36, Marta Moriconi
Italiani 'duracell': sedentari,ma tra i più longevi europei (Mezzogiorno escluso)
Italiani più longevi, centenari spessi e volentieri. Danno speranza (anche di vita) i dati del Rapporto sul Benessere equo e sostenibile dell'Istat. A finire sotto la lente di ingrandimento tutta l'Europa, ma è l'Italia che ha conquistato un bel primo posto con una media di sopravvivenza di 80,3 anni per gli uomini e di 85,2 per le donne. Si vive meno a lungo però nel Mezzogiorno.
Un calcolo quello sulla longevità che continua a premiarci, e non tende a calare (come la nostra crescita). Così migliora salute fisica, grazie anche alla riduzione di fumatori e di consumatori di alcol.
E non solo si campa più a lungo, ma si muore anche meno alla nascita, infatti la mortalità infantile scende a 30 decessi ogni 10mila nati vivi. E anche quanto ad incidenti andiamo forte (si scherza): calano quelli dei giovani a - 0,8 vittime ogni 10mila residenti. E il tumore è combattuto strenuamente dagli adulti, vengono riportati 8,9 decessi per 10mila residenti. 

Quanto a benessere psicologico cresce il trend-demenze e  malattie-nervose tra gli anziani (27,3 decessi per 10mila abitanti). E' questione di qualità della vita e di peso del carico assistenziale che coinvolge anche i familiari. 
Un dato negativo per gli italiani è la sedentarietà lì siamo "scadenti" rispetto ai cugini degli altri paesi europei,  4 persone su 10 rinunciano al movimento e l'eccesso di peso colpisce più di 4 concittadini su 10. Idem quanto a mangiatori di frutta e verdura, 8 su 10 non amano i frutti di natura. Si salvano le donne più attente alla prevenzione e agli stili di vita ma nel tempo le differenze fra i generi si stanno riducendo a tavola. 
Conta il territorio da cui si proviene però, perché conta la cultura del benessere. Il Mezzogiorno paga l'effetto della crisi, con una media di anziani che arrivano agli 81,5 anni contro gli 82,5 anni del Nord). Male anche la qualità della vita (55,4 anni di media contro i 60 anni per il Nord).
E le disuguaglianze sociali? Pesa il titolo di studio più alto, perchè si hanno comportamenti più salutari.
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