Gb, ok a esperimenti su embrioni umani contro l'infertilità: è "cultura dello scarto"?

02 febbraio 2016 ore 16:42, intelligo
E' normale desiderare un figlio. Tanto più quando diventa difficile averlo, e quel sogno può aprire a una vera e prorpia ossessione. Il medico sa quanto bene e quanto male si nasconde dietro a quel sogno, che oggi la scienza rende più raggiungibile. Ma c'è un problema ed è etico. Anche se non va più di moda dirlo. 
E' lecito o no fare esperimenti su embrioni umani? Il tema della dignità umana lo aveva lanciato solo pochi giorni fa proprio Papa Francesco che ricevendo il Comitato Nazionale di Bioetica, ha affrontato il tema delle biotecnologie, aveva chiesto di rilanciare "la sfida di contrastare la cultura dello scarto, che ha tante espressioni, tra cui vi è il trattare gli embrioni umani come materiale scartabile, e così anche le persone malate e anziane che si avvicinano alla morte". 
Ora, dal Francis Crick Institute di Londra ci viene detto che inizieranno degli esperimenti per comprendere per quale motivo siano così frequenti gli insuccessi nei trattamenti per la fertilità. Effettivamente su 100 ovuli fertilizzati, solo 50 diventano blastocisti, 25 attecchiscono nell'utero, 13 superano i tre mesi di vita diventando feto. Ma per capire cosa impedisce ai geni di proseguire, si possono studiare i meccanismi alla base di questo processo come se il materiale
Gb, ok a esperimenti su embrioni umani contro l'infertilità: è 'cultura dello scarto'?
impiantabile non sia un possibile e futuro essere umano? 

Sugli embrioni umani e le ricerche al limite della fantascienza già si era tentata una ricerca: i cinesi volevano studiare la trasmissione delle malattie genetiche. Junjiu Huang, l'autore dello studio, aveva accusato a Nature e Science di una sorta di censura per motivi etici alle sue analisi. 
Il dubbio che si tratti di veri e propri esperimenti su futuri piccoli umani è alto e l'impressione è che non si voglia fare un vero dibattito sull'argomento è altrettanto concreto. Sostanzialmente il Crick Institute vuole la stessa possibilità che hanno avuto in Cina: lo studio di una tecnica di modificazione genomica denominata CRISPR (acronimo che sta per clustered regularly interspaced short palindromic repeats). 
Ma per quest'istituto la risposta è stata sì! I ricercatori inglesi sono autorizzati ad effettuare ricerche su embrioni umani utilizzando proprio tecniche di modifica dei geni. Il via libera è arrivato dall'authority britannica per l'embriologia e la fertilizzazione umana (HFEA), che ha analizzato sia gli aspetti scientifici che quelli etici di questo tipo di procedure.
"Sono lieto che l'HFEA abbia approvato la richiesta del dottor Niakan", ha dichiarato soddisfatto Paul Nurse, direttore dell'istituto londinese, perché "la ricerca proposta è importante per capire come un embrione umano sano si sviluppi e potenzierà la nostra comprensione dei tassi di successo della fertilizzazione in vitro guardando al primo stadio dello sviluppo umano, da uno a sette giorni".
E Kathy Niakan già si strofina le mani, nel senso che sarà donna e giovane la capo biologa che guiderà il team. 
E ora una domanda: sapranno i pazienti che offriranno i propri embrioni in eccesso ai trattamenti di fertilizzazione in vitro per lo studio? Sì, sarà d'obbligo un consenso informato.
autore / intelligo
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