Bollo auto via ma accise su carburante, di male in peggio?

02 maggio 2016 ore 13:45, Luca Lippi
Era ora, tante indiscrezioni e tanti proclami, ora finalmente c’è una proposta concreta, solo una proposta ma signifca che ci si sta occupando della questione, del resto con una campagna elettorale alle porte il periodo è favorevole, tutt sta a vedere se le proposte avranno un seguito concreto e soprattutto fattibile, ma a che prezzo?
Il deputato Roberto Caon  ha scritto e fatto presentare alla Camera dai deputati di Fare (il gruppo politico che fa riferimento al sindaco di Verona Flavio Tosi ) una proposta per abolire il bollo auto. In conferenza stampa il deputato ha detto a proposito della proposta di legge: “Le famiglie sarebbero avvantaggiate ma anche lo Stato avrebbe un incremento di introiti perché aumenterebbe la platea dei contribuenti e sarebbe resa impossibile l’evasione”.

Bollo auto via ma accise su carburante, di male in peggio?
la proposta di “Fare” prevede infatti che in sostituzione del bollo auto si applichi un’accisa sul carburante. In questo modo si pagherebbe in base al consumo. Messa così non è affatto una vera e propria abolizione del bollo auto, in concreto è solo una sostituzione del contenitore, tuttavia c’è una logica precisa.
Le motivazioni addotte dal deputato Caon sono più condivisibili: “Rispetto a 43,5 milioni di auto circolanti, quasi 4 milioni di veicoli, quelli che hanno targa estere, non pagano. Si tratta di quasi il 10 per cento del totale. E poi ci sono i bus turistici, e migliaia di camion che recano targa estera. Se contribuissero tutti, il carico per le famiglie diminuirebbe. E soprattutto queste sarebbero chiamate a pagare solo in base al consumo” in sostanza è un modo per fare aumentare le tasse e contestualmente anche combattere l’evasione. 
Però l’evasione sarebbe una “vittoria di Pirro” in confronto alle maggiori entrate che il Tesoro potrebbe raccogliere. Coen precisa che : “conti fatti si tratterebbe di applicare un’accisa di 15 centesimi per litro. Ma si può scendere ulteriormente”, obiettivamente 15 centesimi è veramente troppo, ma per questo fortunatamente ci sono i tecnici del Maer.
Secondo la rubrica quotidiana di Studio Cataldi, la proposta  “semplificherebbe la vita dei cittadini e quella dello Stato”, e questo è assolutamente logico, solo a pensare quanto costa allo Stato non solo non incassare la tassa di possesso, ma soprattutto i costi per perseguirne la riscossione coatta, e nello stesso tempo rispondere a tutti quei cittadini che vorrebbero pagare una tassa in relazione all’uso del mezzo, capita che molti individui usino l’auto solamente nel periodo estivo o nei fine settimana, e questo (se esistesse la possibilità di una sospensione del pagamento per il non uso come accade per le rca) crea più di qualche malumore.
Oltretutto, le accise si riscuotono automaticamente, e questo è un beneficio assoluto per le casse dell’Erario, e a pagare sarebbe chi percorre più chilometri mentre chi, come i pensionati “usa la macchina solo per fare la spesa o andare al cimitero” come afferma Caon, sarebbe premiato. 
Certo si riuscirebbe, in sinergia con gli enti locali, anche a creare dei fondi per la manutenzione delle strade che, tutto sommato, sono danneggiate soprattutto dalle auto che le percorrono, oltre l’imperizia di chi le dovrebbe mantenere efficienti. 
E allora via al pagamento chilometrico, chi più usa più paga, non è proprio una cattiva proposta.

autore / Luca Lippi
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