Scadenze fiscali, 53,5 miliardi di tasse dal 16 novembre ... e arrivano gli "avvisi bonari"

02 novembre 2015, Luca Lippi
Scadenze fiscali, 53,5 miliardi di tasse dal 16 novembre ... e arrivano gli 'avvisi bonari'
Puntuale come la nemesi arriva novembre, il mese nero (insieme a maggio) per le Borse, ma soprattutto il mese di festa per l’erario, e il mese lacrime e sangue per i contribuenti. Autonomi, imprese e lavoratori dipendenti verseranno all’erario 53,5 miliardi di euro, tra Iva, acconti Irpef, Irap, Ires, addizionali Irpef e ritenute di imposta. I calcoli sono certificati dalla Cgia di Mestre secondo cui in Italia il gettito tributario (imposte, tasse e tributi) supera i 480 miliardi di euro l’anno.

Iva: autonomi e imprese verseranno nelle casse dello stato 12,3 miliardi di euro.

Ires: Le società di capitali (Spa, Srl, Società cooperative, etc.) pagheranno l’acconto Ires che ammonterà a 11,8 miliardi.

Ritenute: i lavoratori dipendenti, attraverso i rispettivi datori di lavoro, "daranno" al fisco le ritenute per un importo di 10,4 miliardi di euro.

Irap: 8,4 miliardi di euro è l’acconto che dovranno versare le aziende

Irpef: 8 miliardi di euro di acconto che i lavoratori autonomi dovranno far uscire dalle tasche

Paolo Zabeo (coordinatore della Cgia di Mestre) sottolinea l’anomalia della frammentazione del sistema di riscossione del sistema, frammentazione che appesantisce enormemente di costi una semplice operazione di versamento all’erario, dichiara: “Nel nostro paese sono necessari ben 34 giorni lavorativi per pagare le tasse. In altre parole, tra le code agli sportelli, il tempo perso per recarsi dal commercialista o per compilare moduli, registri e scartoffie varie, le imprese italiane impiegano 269 ore all’anno per onorare gli impegni con il fisco. Una via crucis che, purtroppo, condividiamo con i portoghesi, mentre in tutti gli altri paesi dell’Eurozona la situazione è meno pesante della nostra”, la media europea per il pagamento delle tasse è di 20 giorni.

Nella “speciale” classifica dei 19 paesi europei, al primo posto troviamo il Lussemburgo (7 giorni), al secondo Estonia e Irlanda (10 giorni), al terzo Finlandia (12). Nello specifico, Zabeo dichiara: "Al sistema delle piccole e medie imprese che costituisce il 99,9% del totale delle aziende presenti in Italia, la burocrazia costa, in termini assoluti, quasi 31 miliardi di euro all’anno".

In conclusione, benvenuto novembre; a dicembre mancheranno 53,5 miliardi di consumi tutti insieme, lo stato spenderà questi soldi per coprire gratifiche, 13esime e turare qualche buco (poco e niente da rendere in servizi) e la speranza è che tutti le pagheranno, perché c’è anche l’incognita dell’evasione, (altro costo), che si divide fra inesistenza di fondi e lotta per la sopravvivenza. Già tremano le casse erariali, stanno arrivando avvisi bonari da Regioni e Comuni per il recupero di spiccioli da detrazioni delle dichiarazioni del 2009. 

La tombola di Natale insomma, per fare il monte premi basta moltiplicare la “richiesta bonaria” per 10,6 milioni di contribuenti (tante sono le dichiarazioni presentate nel 2009) e il Gioco è fatto (la maggior parte sono avvisi bonari inviati dalle Regioni per rettifica spese mediche) qualcuno ricorrerà se riuscirà a recuperare scontrini “chimici” leggibili, altri fra un accidente e l’altro pagheranno la cifra che tutto sommato è “sopportabile” (poche decine di euro) ma a parte la fondatezza della richiesta (le Regioni da qualche parte dovranno pure recuperare soldi) provate a moltiplicare 50 euro per 10,6 milioni di dichiarazioni?
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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