Anche il Giappone ha la sua balena: la prima volta di Omura

02 novembre 2015, intelligo
Anche il Giappone ha la sua balena: la prima volta di Omura
di Anna Paratore 

E’ diversa dalle balenottere comuni, e differisce da loro almeno in 21 siti del Dna presenti nei mitocondri, le centrali energetiche della cellula dove è iscritto il patrimonio genetico autonomo. Inoltre, differisce anche per struttura del cranio, della mascella e per il numero dei fanoni, non proprio diversità evidentissime, situazione questa che ha fatto della balenottera di Omura (Balaenoptera omurai) - nome datole in onore di un famoso cetologo giapponese, -  la faceva immaginare quasi come una sorta di fantasma, una specie di fenice dei cetacei.

Che esistesse davvero, però, se ne erano resi conto sempre i giapponesi quando rinvennero nel 2003 un esemplare di balenottera spiaggiata sulle coste del Mar del Giappone, e ne confrontarono il Dna con quello di altre otto balenottere uccise da baleniere giapponesi negli anni ’70, e i cui cadaveri sono conservati per motivi scientifici, almeno così li giustificano. Gli studiosi si resero conto in quella circostanza di aver identificato una nuova specie di balenottera, che si affrettarono a battezzare, ma che poi sembrò impossibile da rintracciare ancora.  Era, ovviamente, una rarità, e per un po’ si è anche dubitato di poterne incontrare altri esemplari. Invece, finalmente, dopo che per più di 10 anni nessuno dei segnalati avvistamenti della Omura era stato confermato, ecco arrivare un filmato della “balenottera fantasma”, mentre nuota in mare aperto. E’ stata ripresa a largo delle coste del Madagascar, come ha spiegato Salvatore Cerchio, ricercatore del New England Aquarium and Woods Hole Oceanographic Institution, in uno studio pubblicato lo scorso 14 ottobre sul sito dell’associazione scientifica britannica Royal Society. 

E’ in assoluto la prima volta che la specie Omura viene osservata viva, e di questa balenottera che può raggiungere anche i 12 metri di lunghezza, si sa ancora davvero poco, a parte che probabilmente vive in branco, e ha il corpo bicolore, molto scuro da un lato e chiaro da un altro.  Almeno, però, una cosa è certa: la Omura non è estinta come si era cominciato a credere dopo che per oltre 10 anni dal ritrovamento giapponese era stato impossibile incontrarla.Ora si spera che a questi rari esemplari non siano vittime della caccia spietata che certi paesi, Giappone in testa, continuano a dare loro. E’ infatti quanto meno paradossale che i più grandi studiosi di cetacei – balene in testa – siano proprio i giapponesi. Uno di essi, Shiro Wada, dell'Istituto nazionale di ricerca sulla pesca, ha fatto un po’ sorridere quando ha candidamente affermato che se non fosse grazie alla caccia feroce esercitata dai suoi connazionali, non si sarebbe potuta scoprire questa nuova specie.  
autore / intelligo
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