Allattare al seno è come un farmaco: fa bene a vista e cervello

02 ottobre 2017 ore 17:15, Americo Mascarucci
Il latte materno è considerato alla stregua di un farmaco indispensabile ma purtroppo sono sempre meno i nascituri che lo prendono. L'allarme è stato lanciato in occasione della Settimana Mondiale per l’Allattamento Materno e se ne è fatta portavoce la SIN, Società Italiana di Neonatologia. "Il latte materno rappresenta la migliore alimentazione possibile per il neonato - fanno sapere dalla SIN -  in particolare per i nati prematuri ma è anche una sorta di farmaco esenziale. Si fa riferimento in questo caso al tessuto liquido prodotto dalla madre attraverso la propria mammella durante l'allattamento. Il latte materno soddisfa tutte le necessità alimentari ed auxologiche e costituisce l'alimento principale e fondamentale per il neonato ed il bambino prima che questo diventi in grado di alimentarsi con altri cibi.
Allattare al seno è come un farmaco: fa bene a vista e cervello

I DATI
Dalla SIN evidenziano come la percentuale dei neonati pretermine che assume latte materno, è ancora di gran lunga inferiore rispetto ai nati a termine. E questo nonostante il latte materno svolga una funzione indispensabile e quasi insostituibile. Ma quali sono le cause di questo forte squilibrio? Le cause sono soprattutto legate all'inevitabile separazione fra la madre e il suo bambino ricoverato in terapia intensiva neonatale, ma anche allo stress dovuto alla nascita troppo precoce o alla fisiologica immaturità del pretermine che non è ancora in grado di alimentarsi al seno.

L'ESPERTO
"Per una maggior diffusione dell’allattamento materno nel pretermine - afferma Mauro Stronati Presidente della Società Italiana di Neonatologia (SIN) - il primo passo da compiere è consentire ai genitori un libero accesso ai reparti di Terapia Intensiva Neonatale, permettendo loro di conoscere precocemente il proprio bambino, di avere contatti prolungati con lui, anche attraverso la marsupio-terapia, e perché no, di familiarizzare col personale. La montata lattea, condizionata negativamente dallo stress della nascita, può presentarsi a qualunque età gestazionale. Le quantità di colostro prodotte, seppur minime, sono il più delle volte sufficienti per iniziare una minima precocissima alimentazione, fondamentale nei neonati critici".
Quando il latte materno non è subito disponibile, il latte umano donato può essere considerato alla stregua di un "farmaco essenziale", soprattutto per i neonati più fragili. Questo alimento è raccolto in speciali Banche del latte grazie "alla generosità di mamme volontarie, accuratamente selezionate, che offrono il proprio prezioso dono a titolo gratuito". E rappresenta la "prima scelta nutrizionale nel bimbo pretermine, seconda solo a quello della propria madre".

I BENEFICI DEL LATTE MATERNO
Sono tanti i benefici del latte materno. I bambini allattati al seno ad esempio contraggono meno infezioni alle orecchie, meno infezioni respiratorie e corrono un minor rischio di sviluppare allergie, tumori, diabete infantile e obesità.
In questi bambini, inoltre, il rischio di sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS) è estremamente ridotto.
Nel corso della loro vita successiva, i bambini allattati al seno sono meno soggetti a sviluppare diabete, malattie cardiache, eczema, asma e altri problemi allergici. Ma non è tutto, perché allattare al seno un bambino consente un migliore sviluppo cerebrale. Le ricerche dimostrano che nei bambini alimentati con latte materno sono riscontrabili un migliore sviluppo della vista e una migliore capacità visiva.
Il latte materno infine contiene tutte le sostanze che prevengono la formazione di batteri nocivi nell'intestino, che potrebbero provocare infezioni gastrointestinali e diarrea.

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