Cancro al seno, dai test genomici la soluzione anti-chemio

20 dicembre 2016 ore 14:50, Americo Mascarucci
La chemioterapia, dopo un intervento chirurgico al seno, potrebbe essere evitata ricorrendo soltanto alla terapia ormonale o potrebbe essere consigliata laddove estremamente necessaria in assenza di alternative.
Syabilire ciò è oggi possibile grazie ad un test genomico (Oncotype DX) che analizza il Dna di alcuni tipi di tumore al seno.
Ogni anno in Italia ci sono circa 40mila nuove diagnosi di tumore al seno, di cui 2000 soltanto a Roma, e almeno il 15% di questi casi presentano dei fattori di dubbio rispetto alla terapia, come sottolineano gli esperti.
Al congresso del San Antonio Breast Cancer Symposium, uno degli appuntamenti più importanti per la ricerca sul tumore al seno che si è svolto nelle scorse settimane, si è proprio parlato dell’efficacia dei test genomici che analizzano i geni del tumore al seno e forniscono nuove informazioni ai medici sia sulla probabilità di recidiva, sia sull'efficacia e la necessità della chemioterapia per ciascuna paziente.

Cancro al seno, dai test genomici la soluzione anti-chemio
Al congresso, che come ogni anno si tiene in Texas, sono stati presentati gli ultimi dati su Oncotype DX, uno dei test genomici disponibili per le donne con tumore al seno sensibile agli ormoni femminili (ER +). 
L’obiettivo della sperimentazione era testare l’efficacia del test nell’identificare in anticipo le pazienti in cui la sola terapia ormonale può ridurre il tumore prima di un intervento conservativo, senza ricorrere anche alla chemioterapia. 
Solo una parte delle pazienti infatti trae un effettivo vantaggio dalla chemioterapia, che si rivela invece inutilmente debilitante per le altre.
"L’Oncotype Dx per il tumore invasivo della mammella è stato validato in 13 studi su oltre 4000 pazienti", riferiscono gli scienziati di Genomic Health. 
Ad oggi, sono stati richiesti oltre 275mila test da più di 10mila medici in 68 paesi.
"Studi multipli, attuati in diversi paesi europei, hanno dimostrato che il Recurrence Score ha permesso all’oncologo di cambiare le decisioni terapeutiche in circa il 30% di pazienti con tumore invasivo della mammella allo stadio iniziale" riferiscono ancora gli scienziati. 
Prima dell’intervento chirurgico possono essere consigliatati un ciclo di chemioterapia e la terapia ormonale per ridimensionare la massa tumorale e poter intervenire in modo conservativo anziché asportando il seno intero. 
E grazie all’efficacia dei test genomici ciò che prima sembrava difficile da stabilire oggi potrebbe divenire molto più semplice. permettendo al medico di individuare la terapia di cura migliore e meno devastante per la paziente. 
Insomma, l'alternativa alla chemio è sempre più vicina.  

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