Raggi ricattata da Marra secondo teste chiave. Lei: "Non temo nulla"

20 dicembre 2016 ore 16:45, Americo Mascarucci
"Se parlo non so cosa succede".
A pronunciare le frasi minacciose sarebbe stato Raffaele Marra, il dirigente del Comune di Roma arrestato nei giorni scorsi con l'accusa di corruzione  e che oggi ha sostenuto l’interrogatorio di garanzia davanti al Giudice per le Indagini Preliminarti. 
"So tutto di loro, prima o poi parlerò. E se parlo non so che cosa succede"avrebbe ripetuto di continuo Marra alle persone più strette. 
E' ciò che avrebbe dichiarato davanti ai magistrati di Roma il capo dell’avvocatura capitolina Rodolfo Murra che avrebbe anche rivelato: 
"Virginia Raggi frequentava Raffaele Marra ben prima dell’inizio della campagna elettorale. Me lo raccontò Marra spiegando che lei, Salvatore Romeo e Daniele Frongia, volevano vincere e lo avevano reclutato come punto di riferimento in Campidoglio. Lui poi ha preso il potere pieno e noi abbiamo sempre pensato che alla base di tutto ci potesse essere un ricatto".
Raggi ricattata da Marra secondo teste chiave. Lei: 'Non temo nulla'

Secondo quanto si apprende, durante l'interrogatorio di garanzia di Marra, non sarebbero state poste domande relative al suo rapporto con la sindaca di Roma Virginia Raggi anche se il suo legale ha spiegato di non poter riferire dettagli. 
A complicare le cose si è aggiunto anche l'esposto presentato dall'ex capo di gabinetto Carla Raineri, rimossa proprio pare su diktat di Marra alla Raggi, la quale avrebbe puntato pesantemente il dito contro il primo cittadino capitolino. 
"Non temo né parole di Marra né l'esposto di Raineri" ha risposto la Raggi ai cronisti che l'hanno incontrata.
La sindaca, inoltre, ha disposto l'avvio della verifica su tutti gli atti firmati da Raffaele Marra, come annunciato con un post sul blog di Beppe Grillo al termine della riunione con il leader del Movimento.




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