Ue, cartellino giallo a Facebook: le info "fuorvianti" possono costare care

20 dicembre 2016 ore 23:59, Andrea Barcariol
L'accusa è di quelle pesanti ed è destinata a un colosso del web. Secondo la Commissione Ue, infatti, Facebook avrebbe violato le regole fornendo all'Antitrust Ue informazioni fuorvianti, al momento della valutazione della fusione con Whatsapp, sui legami tra gli account dei due sistemi di comunicazione. La società di Zuckerberg ha tempo sino al 31 gennaio per rispondere a Bruxelles ed evitare la multa che, se confermata, potrebbe portare a una multa sino all'1% del suo fatturato global. Una cifra dunque impressionante. Per il momento la Commissione europea ha inviato a Facebook una “comunicazione di addebito”. L’autorità antitrust aveva dato il via libera all’operazione in base a precise condizioni che, dallo scorso mese di agosto, sarebbero venute meno. L’azienda di Menlo Park aveva infatti iniziato a condividere i dati degli utenti con il social network, violando così la normativa che regola questo tipo di transazioni societarie.

Ue, cartellino giallo a Facebook: le info 'fuorvianti' possono costare care
Da Bruxelles sottolineano che "Le società sono obbligate a dare alla Commissione informazioni accurate durante le inchieste sulle fusioni, e devono prendere questo obbligo in modo serio in quanto la nostra revisione puntuale ed efficace delle fusioni dipende dall'accuratezza delle informazioni fornite dalle società coinvolte. Ora Facebook ha l'opportunità di rispondere". La risposta positiva alla transazione, arrivata ad ottobre 2014, era derivata principalmente dal fatto che sul mercato ci sono altri servizi analoghi e quindi i consumatori hanno la possibilità di scegliere alternative a WhatsApp.
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