Il Professor Ichino insegna: "Si guadagna di più" dove costa meno vivere

20 febbraio 2015 ore 13:21, intelligo
Il Professor Ichino insegna: 'Si guadagna di più' dove costa meno vivere
di Luca Lippi Siamo assuefatti a leggere i dati Istat senza prestare troppa attenzione alla metodologia di estrazione. E’ corretto quanto ci comunica l’Istat? La risposta è sostanzialmente “sì”, tuttavia il prof. Andrea Ichino ci esorta a una riflessione molto interessante. Facciamo riferimento al dossier sulla povertà, sei famiglie su dieci sono sotto il reddito medio con il sud sul gradino più alto del podio. Senza “isolare” i dati estratti, l’Istat ci indica l’indice di povertà secondo il reddito, di fatto non considera il costo della vita che varia fra le diverse aree geografiche. In conclusione, secondo l’IstatT il Nord è sempre ricco mentre il Sud è sempre povero. Le statistiche generalmente si basano sull’indice di “deprivazione”; questo indice si evidenzia non appena si allineano tre dei nove parametri che rappresentano una seria deprivazione. È una lista che evidenzia il rischio di non poter sostenere spese impreviste (un esempio su tutti l’intervento del dentista, ma considera anche mutui affitti e bollette). Secondo questo parametro, l’Istat rileva 10 milioni di persone in condizione di povertà (16,6% della popolazione totale) in concentrazione maggiore al Sud. Nei fatti, però, a parità di salari, diverse province del Sud hanno un maggiore potere d’acquisto, quindi la differenza sostanziale è il salario reale (figurarsi le pensioni) in confronto al costo della vita. Quelli di Ragusa per esempio sono superiori a quelli di Milano del 38%. Il prof Ichino ci dice che se volessimo portare a parità di condizioni un Ragusano e un Milanese “la retribuzione di un bancario milanese dovrebbe crescere del 37% e quella di un insegnante del 48%”. In conclusione questo evidenzia che si guadagna di più in termini di potere di acquisto dove costa meno vivere! Ed ecco che il concetto di Nord ricco e Sud povero si rovescia paradossalmente. Aspettiamo dai tecnici dell’Istat un dossier sulle ineguaglianze che genera il costo della vita.
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