Renzi sceglie "l'uomo di Montezemolo" ambasciatore UE. Chi è Calenda

20 gennaio 2016 ore 16:30, Americo Mascarucci
Il braccio di ferro fra Renzi e la commissione Europea non si placa, nonostante gli inviti ad abbassare i toni giunti da più parti.
Alla UE che lamentava l'assenza di interlocutori con Roma, Renzi ha risposto rimuovendo l'ambasciatore a Bruxelles Stefano Sannino, e sostituendolo con il viceministro Carlo Calenda. Una mossa che secondo indiscrezioni sarebbe proprio da ricercare in una sorta di "rapporto fiduciario" che Sannino avrebbe consolidato con la Commissione Europea fino a caratterizzarsi come l'uomo di Juncker per l'Italia. Diversamente Calenda è invece un fedelissimo di Renzi e suo plenipotenziario nelle missioni di sistema per potenziare gli investimenti italiani all'estero. 
Nominato da Enrico Letta, Calenda è riuscito a restare al suo posto con l'arrivo di Renzi e a stringere un rapporto di grande stima con il Presidente del consiglio. Negli ultimi due anni il viceministro ha girato il mondo, spesso anticipando le missioni del Premier, per allargare l'export italiano. 
Renzi sceglie 'l'uomo di Montezemolo' ambasciatore UE. Chi è Calenda
Dal 2004 al 2008 è stato prima assistente del Presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo, con delega agli Affari Internazionali, e poi Direttore dell’Area Strategica Affari Internazionali. Durante il suo incarico ha seguito lo sviluppo e l’implementazione di missioni internazionali, incontri istituzionali e attività di business tra imprese. Ha lavorato sui principali dossier relativi al commercio e agli investimenti internazionali. Ha seguito numerose delegazioni di imprenditori all’estero e sviluppato azioni di penetrazione economica nei principali mercati mondiali, tra cui India, Cina, Brasile, Russia, Emirati Arabi Uniti,Tailandia, Kazakhstan, Serbia, Romania, Bulgaria, Egitto, Turchia, Algeria, Tunisia, Marocco, Israele, Sudafrica, Messico. 
Insomma il messaggio di Renzi alla Commissione è chiaro: l'interlocutore lo scegliamo noi e deve fare gli interessi dell'Italia non quelli della Commissione Europea. E per tutta risposta ad un diplomatico è stato preferito un manager. 
C'è chi ha letto in questa scelta proprio un nuovo schiaffo alla UE e soprattutto nei confronti di quella burocrazia che sembra scegliersi gli interlocutori ritenuti più idonei. 
Una mossa quella della sostituzione dell'ambasciatore che certamente non contribuirà a rasserenare gli animi, anche se Renzi insiste nel ripetere che non c'è nessuna guerra in atto con Bruxelles. Però gli attacchi all'indirizzo del Governo italiano si susseguono soprattutto da parte del Partito Popolare Europeo che in Italia come è noto trova la sua declinazione nel centrodestra, in Forza Italia ma anche nel Nuovo centrodestra di Alfano. 
Il 29 gennaio è in programma un incontro fra il Premier italiano e la cancelliera tedesca Angela Merkel dove saranno affrontati i vari nodi sul tappeto e si proveranno ad appianare le divergenze. 
Renzi in particolare contesta l'accusa di populismo lanciata dal Ppe ribadendo come la sua politica, rivolta a superare il rigore e l'austerità sia proprio rivolta a combattere i populismi che si alimentano grazie al malcontento dei popoli contro le tecnocrazie europee per le politiche "lacrime e sangue" imposte agli Stati.

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