Stop al boom dei voucher: tracciabilità funziona. Ecco cosa prevede

20 gennaio 2017 ore 10:20, Adriano Scianca
La corsa ai voucher si ferma: merito della tracciabilità introdotta dal governo a partire da ottobre. A dicembre, infatti, in base ai dati diffusi dall’Inps sono stati venduti 11,5 milioni di voucher a fronte degli 11,4 milioni venduti a dicembre 2015. Nell’intero anno sono stati venduti 133,8 milioni di voucher con un incremento del 23,9% sul 2015. Da ottobre - scrive l’Inps - c’è stata una significativa flessione. Se fosse stata confermata la dinamica dei mesi precedenti l’anno si sarebbe invece chiuso attorno a quota 160 milioni. A ottobre, primo mese di tracciabilità parziale dei buoni lavoro, era stata toccata quota 121,5 milioni di voucher con un incremento rispetto allo stesso mese del 2015 del 32,3% (e del 67,6% sul 2014). A settembre, ultimo mese svincolato dalla tracciabilità, si era invece registrato un aumento del 34,6% sul 2015 e del 69,3% sul 2014. 

Stop al boom dei voucher: tracciabilità funziona. Ecco cosa prevede

Nato come forma di contratto utile a regolarizzare le prestazioni occasionali fornite al di fuori del lavoro principale, infatti, il contratto di lavoro accessorio è divenuto con gli anni in molti casi uno strumento per evadere le norme fiscali e previdenziali. Da qui la decisione del governo, che a settembre ha modificato le regole, come avevamo spiegato qui.  In pratica da ottobre scorso, in caso di prestazioni di lavoro accessorio, il committente è tenuto a comunicare alla sede territoriale dell’ispettorato del lavoro i dati anagrafici del lavoratore e la durata della prestazione. La tracciabilità dei voucher lavoro serve a contrastare con maggior forza l’utilizzo che ne viene fatto in maniera irregolare.

Ecco quali erano i punti salienti della riforma:

-i datori di lavoro devono comunicare all’ispettorato del lavoro, almeno 60 minuti prima dell’avvio della prestazione occasionale, nome del lavoratore, luogo e durata di detta prestazione;
-le comunicazioni possono avvenire via Sms o a mezzo email;
-in caso di aziende agricole, la prestazione può durare al massimo tre giorni;
-si è intensificata la vigilanza su chi usufruisce dei voucher, che può ritrovarsi gli ispettori del lavoro in azienda per controlli ad hoc.

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