Il nuovo farmaco-anticorpo contro il colesterolo previene infarti e ictus

20 marzo 2017 ore 9:55, intelligo
Secondo uno studio internazionale, in cui sono stati coinvolti 27.000 pazienti, condotto dalla British Heart Foundation si sarebbe arrivati alla creazione di un innovativo farmaco può prevenire infarti e ictus, riducendo il colesterolo cattivo a livelli senza precedenti.

Circa 15 milioni di persone muoiono ogni anno per attacchi di cuore o ictus facendo diventare il cosiddetto colesterolo cattivo il più grande killer attivo al mondo. Il nuovo farmaco – denominato evolocumab – interviene sul  modo in cui il fegato contribuisce a ridurre anche il colesterolo cattivo in maniera più efficace di quanto non facciano oggi le statine, medicamento normalmente utilizzato oggi per tenere basso il livello dei grassi nel sangue e, quindi, ridurre I rischi di infarto e di ictus.

Il nuovo farmaco-anticorpo contro il colesterolo previene infarti e ictus
Secondo il prof Sever, che ha diretto la ricerca, il nuovo farmaco può ridurre di un altro 20 % ancora il rischio per coloro che oggi assumono le statine. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine ed illustrate nel corso di una riunione della American College of Cardiology.
La nuova medicina si basa sull’azione di un anticorpo somministrato per iniezione ogni due-quattro settimane e potrebbe rivelarsi particolarmente utile per quei pazienti il cui organismo non reagisce sufficientemente bene all’uso delle statine.

COS'E' IL COLESTEROLO
Il colesterolo è un grasso (i grassi sono detti anche “lipidi”), di consistenza cerosa, indispensabile per molte funzioni del nostro organismo. Il nostro organismo (in particolare, il fegato) produce tutto il colesterolo di cui possiamo avere bisogno; una parte minore del colesterolo presente nel nostro organismo deriva dalla nostra alimentazione, essendo stata assorbita dagli alimenti che abbiamo consumato.
Il colesterolo, come tutti i grassi, non si scioglie nel sangue (che è un liquido a base acquosa): per poter essere trasferito dal fegato agli organi periferici che possono utilizzarlo, deve essere quindi trasportato da speciali strutture (simili a microscopiche goccioline) dette “lipoproteine”. Le lipoproteine più note sono le HDL (il cosiddetto “colesterolo buono”) e le LDL (il cosiddetto “colesterolo cattivo”). Il colesterolo trasportato dalle HDL viene spesso indicato, per brevità, come HDL-C, quello trasportato dalle LDL come LDL-C.

Se in eccesso, LDL-C (il colesterolo cattivo) trasportato nel flusso sanguigno, tende a depositarsi nelle pareti delle arterie (i vasi sanguigni che portano ossigeno e sostanze nutritive ad organi e tessuti del nostro corpo), facilitando la formazione delle cosiddette “placche”. Le placche sono formazioni che limitano il passaggio del sangue fino - talvolta - a bloccarlo del tutto.

QUANDO E' IN ECCESSO IL LDL-C? 
Quando, in altre parole, si deve parlare di “colesterolo alto”? In genere, per “colesterolo alto” s’intende una quantità eccessiva nel nostro organismo di particolari tipi di lipoproteine, il più importante dei quali è rappresentato dalle lipoproteine LDL. Quando i livelli di LDL-C aumentano, aumenta anche il rischio cardiovascolare. È, quindi, importante tenere il colesterolo sotto controllo con la collaborazione (essenziale) del proprio medico.

DA COSA DERIVA IL COLESTEROLO CHE CIRCOLA NEL SANGUE?
I livelli di colesterolo di ciascuno di noi dipendono dal nostro metabolismo (produzione, decomposizione e utilizzazione del colesterolo prodotto dall’organismo) e, in misura minore, dalla quantità assunta con gli alimenti.
Se il colesterolo prodotto e quello assorbito dagli alimenti superano le esigenze dell’organismo (e quindi la quantità di colesterolo utilizzata) questa sostanza può accumularsi nel sangue, facilitando la comparsa, nelle arterie, di depositi di grasso (placche) che espongono a un serio rischio d’insorgenza di malattie cardiovascolari (specie l’infarto miocardico, o infarto cardiaco). Al crescere del colesterolo LDL, il rischio di infarto aumenta in modo rapido. Passando da 130 a 160 mg/dL, per esempio, il rischio raddoppia, e raddoppia ulteriormente passando da 160 a 190 mg/dL.
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...