Nuova proteina blocca il tumore al seno, ma non è l'ultima frontiera

20 marzo 2017 ore 11:54, Americo Mascarucci
Novità per la cura del cancro al seno. Gli scienziati dell’Università di Torino hanno scoperto una proteina in grado di limitare la crescita del tumore al seno e diminuirne la capacità di dare metastasi. La scoperta si deve ai medici del dipartimento di Biotecnologie molecolari e scienze della salute. Il loro studio è stato pubblicato sulla rivista Nature. La ricerca, coordinata dalla dottoressa Paola Defilippi, identifica il meccanismo con cui la proteina si oppone alla progressione del tumore mammario.
Tuttavia non si tratta dell'ultima scoperta. Negli ultimi tempi ce ne sono state altre che sembrano aver prodotto buoni effetti in termini di sicurezza e di efficacia.
Nuova proteina blocca il tumore al seno, ma non è l'ultima frontiera

LA SCOPERTA
Il tumore mammario colpisce una donna su sette e solo in Italia riguarda ad oggi circa mezzo milione di pazienti. La maggioranza dei casi è caratterizzato – spiega lo studio – da una eccessiva quantità della proteina ERBB2, anche nota come HER2, causata dall’aumento del numero di copie del gene che la codifica sul cromosoma 17.
ERBB2 causa il tumore perché aumenta la proliferazione cellulare in modo non controllato, sostiene la sopravvivenza delle cellule tumorali e favorisce la loro capacità di uscire dal tumore primario, dando origine alle metastasi in altri organi. Per questi motivi è definita "oncogene". 
I ricercatori Italiani hanno scoperto un meccanismo che può proteggere dalla diffusione della metastasi.
Si tratta della proteina p140Cap, capace di garantire un tasso di sopravvivenza maggiore nei pazienti malati, limitando il rischio metastasi. I risultati indicano che questa proteina è espressa in circa il 50% delle pazienti, individuando un nuovo marcatore predittivo in questa patologia.
Questi dati servono come base di partenza per la messa a punto di nuove terapie per le pazienti che non esprimono la proteina p140Cap e sono soggette a tumori più aggressivi. 

C'E' ANCHE IL VACCINO
Tuttavia non si tratta dell'ultima frontiera della lotta contro il cancro al seno.
Infatti recentemente è stato testato ed è risultato efficace anche un vaccino che stimola il sistema immunitario a prendere di mira la proteina HER2 sulle cellule del cancro alla mammella, portando così alla regressione della malattia in stadio iniziale.
I ricercatori del Moffitt Cancer Center hanno sviluppato un vaccino che aiuta il sistema immunitario a riconoscerlo e prenderlo di mira. 
Per preparare il vaccino gli esperti hanno isolato le cellule immunitarie dendritiche dal sangue di ogni paziente e le hanno esposte a frammenti della proteina HER2. Per determinarne l'efficacia, hanno eseguito uno studio su 54 donne che avevano cancro al seno di questo tipo in stadio precoce. Alle pazienti è stata iniettata una dose di vaccino personalizzato una volta alla settimana per 6 settimane in un linfonodo, sul tumore stesso o in entrambi i siti. 
Dai risultati, pubblicati sulla rivista Clinical Cancer Research, è emerso che il vaccino era ben tollerato e la tossicità bassa; gli eventi avversi più comuni sono stati affaticamento e brividi. Circa l'80% delle pazienti valutabili ha avuto una risposta immunitaria positiva.

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