Da "Poveri ma belli" a poveri ma sani, cambiano gli italiani per Bloomberg

20 marzo 2017 ore 15:50, Andrea Barcariol
Parafrasando il titolo di una celebre commedia italiana degli anni Cinquanta, si potrebbe dire che gli italiani ora sono poveri ma sani. Nonostante crisi e disoccupazione alle stelle, il nostro Paese primeggia in una classifica. E' quella relativa alla salute, stilata dal Global Health Index e pubblicata da Bloomberg che tiene conto di una serie di fattori come durata media della vita, nutrizione, salute mentale e fattori di rischio come tabagismo o pressione sanguigna. L'Italia conquista il primo posto su 163 Paesi con 93,11 punti e un'aspettativa di vita alla nascita che per i neonati italiani che supera gli 80 anni (maglia nera il Sierra Leone, con soli 52 anni). Subito dopo l’Italia è c’è l’Islanda, seguita da Svizzera, Singapore e Australia. Al sesto posto la Spagna, tallonata dal Giappone. Poi Svezia, Israele e Lussemburgo. Per trovare la Francia dobbiamo scendere fino al 14esimo posto, mentre la Germania è sedicesima. La Gran Bretagna è 23esima, gli Stati Uniti 34esimi, nonostante la potenza economica.

Da 'Poveri ma belli' a poveri ma sani, cambiano gli italiani per Bloomberg
Salute che ben si coniuga con longevità. Il nostro Paese infatti supera altre nazioni note famose in questo settore: come quelle orientali (Giappone a 89,15, Singapore a 90,23) e altre dal reddito procapite nettamente superiore al nostro. Motivo? In primis la corretta alimentazione basata sulla dieta mediterranea, ormai universalmente riconosciuta come l’alimentazione più capace di aiutare a prevenire la maggior parte delle malattie croniche, come quelle cardiovascolari e il diabete, e molti tipi di tumore. Tra i fattori prioritari anche una certa abitudine a praticare attività fisica. Scorrendo la classifica, comunque, la ricchezza rimane un fattore dominante: tra le prime venti classificate dell'Indice di Bloomberg solo Cipro e Singapore non fanno parte del gruppo Ocse, le economie più sviluppate del pianeta. Il principale problema dei Paesi ricchi è invece l’obesità, che colpisce soprattutto gli Stati Uniti d’America: Louisiana, Alabama, West Virginia che hanno un tasso di obesità del 35% della loro popolazione.
Per l’Italia, un passo in avanti rispetto anche alla classifica del 2015 quando conquistò la seconda posizione nella classifica stilata da Bloomberg alle spalle di Singapore precedendo Australia, Svizzera, Giappone, Israele, Spagna, Olanda, Svezia e Germania. Anche in quel caso fuori dalla top ten gli Usa (33esimi).

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